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Accusati di detenere una bomba sul balcone, ma era un petardo: prosciolti

Luco dei Marsi – Bya Youssef, magrebino di 38 anni, Petra Renata, luchese di 38 anni e Bya Mohamed, di 40 anni, fratello dell’altro imputato, erano accusati di detenere illegalmente una bomba. I fatti risalgono al 2012 quando, nell’ambito di una grossa operazione dei carabinieri di Avezzano, finalizzata alla repressione di attività di spaccio di stupefacenti, nel perquisire una abitazione posta al centro di Luco dei Marsi, avevano rinvenuto un ordigno carico di polvere da sparo.

I successivi accertamenti erano stati disposti dalla procura della Repubblica di Avezzano tramite il conferimento di un incarico ad un esperto con compito di accertare la legalità del dispositivo. Il verdetto dell’esperto era stato perentorio: si trattava di un vero e proprio ordigno, capace anche di uccidere un uomo.

Quindi, era stato disposto il rinvio a giudizio dei tre, difesi dagli avvocati Antonio Pascale, Mario Del Pretaro e Carlo Cantelmi. Di qui la lunga istruttoria dibattimentale, durata anni, fino all’esito inaspettato. Il giudice del tribunale di Avezzano, Paolo Lepidi, ha, infatti, derubricato il reato contestato in quello contravvenzionale e più lieve di detenzione abusiva di materiale esplodente ed ha prosciolto gli imputati in quanto, nella nuova qualificazione, il reato contestato era prescritto.

La difesa, capitanata dall’avvocato Antonio Pascale, ha dimostrato che l’oggetto in questione era classificabile come semplice petardo ed il giudice, accogliendo l’argomentazione difensiva, ha derubricato il reato nell’ipotesi meno grave ed ha prosciolto i tre imputati.

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