Origini della famiglia Del Pezzo, ramificazioni e legami con i Piccolominini
Le origini della famiglia Del Pezzo sono controverse. Secondo alcuni storici la nobile famiglia è originaria del Salernitano, in particolare del Cilento, di cui si cita nel 1100 uno Stanislao Petius milite di Ruggero d’Altavilla, altri ritengono la provenienza dalla città di Colonia in Germania per opera di Giovanni ad inizio del 1400, per altri ancora la famiglia è di antichissima origine romana discendente dalla Gens Petia dell’antica Roma. Verso la metà del XVI secolo la famiglia Del Pezzo si stabilì a Napoli dove i suoi membri ricevettero prestigiosi incarichi e titoli, distinguendosi sia nell’amministrazione pubblica, sia nella carriera militare ed ecclesiastica.

Ramificazioni
Dopo l’insediamento a Napoli, la famiglia inizia a espandere la propria influenza e i propri possedimenti feudali nei territori limitrofi del Regno di Napoli, ramificandosi dapprima proprio in Abruzzo. Nei secoli successivi la casata si diffonderà anche nel casertano e nella provincia napoletana.
Dopo l’insediamento a Napoli, la famiglia inizia a espandere la propria influenza e i propri possedimenti feudali nei territori limitrofi del Regno di Napoli, ramificandosi dapprima proprio in Abruzzo. Nei secoli successivi la casata si diffonderà anche nel casertano e nella provincia napoletana.

Stemma nobiliare dei Del Pezzo-Piccolomini
Il legame tra la famiglia Del Pezzo e i Piccolomini risale al XVI secolo, in particolare grazie alla figura di Pirro Del Pezzo che instaurò stretti rapporti con la famiglia di Alfonso II Piccolomini, duca di Amalfi, in quanto fu nominato suo pedagogo e balio. Grazie a questo importante ruolo educativo e di fiducia, il letterato e giurista della famiglia Del Pezzo ottenne una grandissima considerazione all’interno della corte ducale, tanto da essere ascritto insieme a tutta la sua discendenza nel patriziato di Amalfi.
Successivamente la famiglia unì il proprio nome a quello dei Piccolomini attraverso alleanze matrimoniali e successioni feudali, consolidando la propria influenza nel Regno di Napoli. Luca Del Pezzo, figlio secondogenito di Pirro, sposò Giulia Silveri, figlia adottiva di papa Pio II (Enea Silvio Piccolomin), che le trasmise il cognome Piccolomini. Giulia era figlia di Silverio di Silverio di Transctusole di Benevento e, per via del matrimonio, portò in dote a Luca Del Pezzo, ritenuto capostipite dei Del Pezzo Piccolomini, la baronia di Carapelle e i castelli di Ofena e Circolo.

Cripta della cattedrale di San Panfilo a Sulmona
La famiglia Del Pezzo-Piccolomini di Celano ha avuto diversi componenti illustri, tra cui Cesare Del Pezzo, già Preposto di San Giovanni Battista a Celano e poi vescovo di Valva e Sulmona.
Cesare del Pezzo fu nominato vescovo delle diocesi unite di Valva e Sulmona nel 1593 da papa Clemente VIII. Rimase in carica alla guida della diocesi abruzzese fino alla sua morte, avvenuta nel 1621. Le sue spoglie sono ancora oggi custodite e sepolte all’interno della cripta della Cattedrale di San Panfilo a Sulmona.

Lastra tombale del Vescovo Cesare Del Pezzo nella cripta della cattedrale di San Panfilo a Sulmona
La fontana Del Pezzo-Piccolomini di Celano (XVI-XVII sec.)
Il legame storico della famiglia con la regione è testimoniato anche da monumenti locali, come la fontana ” Del Pezzo Piccolomini” situata a Celano


A sinistra la fontana Del Pezzo-Piccolomini in una foto degli anni ’60. A destra la fontana così come appare adesso dopo i lavori di restauro e ripristino eseguti dai soci dell’Associazione Anziani Città di Celano nel 2025
A Celano in via Vestina n. 203 è visibile la celebre fontana monumentale “Del Pezzo-Piccolomini ” descritta per la prima volta nel Settecento da P. A. Corsignani nell’opera “Reggia Marsicana” dove, riferito al vescovo Cesare Del Pezzo, scriveva: “Ed Egli da Preposto fu armato della detta Mitra, di Sulmona e Valva, con la quale onore leggiamo di lui le seguenti iscrizioni con l’Arma innestata con quella de Mutui Patrizi Romani, e poste in due pietre di un giardino passato il Convento de’ Padri Riformati di Celano, giacché Egli fu Celanese” (I parte, pp. 570-71).
Sul fronte della fontana, nella sua ultima sistemazione successiva al terremoto del 1915, curata e illuminata da un intervento di restauro (2025) per iniziativa dell’ASSOCIAZIONE ANZIANI CITTA DI CELANO, sono presenti due lastre con stemma nobiliare, date e iscrizioni dei restauri eseguiti in passato.
Descrizione della fontana

Sulla destra lastra con stemma nobiliare dei Del Pezzo Piccolomini relativa al primo restauro del 1587, eseguito da Fabio Del Pezzo:
1587 / VT NON MAGIS SIBI QVAM / OMNIBUS PRODESSET FABIVS PETIVS PICCOLOMINI(INI) /R…
= 1587 Affinché non sia utile più a se stesso che a tutti. Fabio Del Pezzo Piccolomini(ini) R(estaurò).
Sopra lo stemma è riportata la citazione biblica: DONEC TRANSEAT INIQVITAS = Fino a che l’ingiustizia sia passata.

Sulla sinistra lastra con stemma vescovile relativa al secondo restauro e ripristino (1615) ad opera di Cesare Del Pezzo: M DC XVI AQVAM DIV PRORSVS DISPERSA HVC REDVCENDAM CVRAVIT COESAR PETIVS EPISCOPVS VALVENSIS ET SVLMONENSIS = 1616 L’acqua dispersa per molto tempo la riporterò qui me ne prenderò cura. Cesare Del Pezzo vescovo di Valva e Sulmona.

In alto, centralmente, è visibile una piccola nicchia contenente un dipinto murale che raffigura l’immagine della Madonna del Latte. Sul portale dell’ingresso dell’antico edificio è incisa la data 1848.



Fonti:
w w w. bibliotecanapoletana.it
w w w. nobili-napoletani.it
w w w. famiglienapoletane.it
Corsignani P. A. Reggia Marsicana, Napoli 1938.
Grossi G. Celano storia arte archeologia, Avezzano (AQ) 1998.
Ianni A. Ai piedi del Monte Tino, SiVA Montesilvano (PE) 2010.




