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La richiesta dei contadini  del Fucino: «capitale e lavoro nelle stesse mani » (1921)

Fulvio D Amore
Di
Fulvio D Amore
Fulvio D'Amore ricercatore e saggista dall’Età Moderna all’Età Contemporanea      LEGGI BIOGRAFIA

Dopo l’ennesima assemblea avvenuta nel palazzo della sottoprefettura di Avezzano, dove il sindaco di Trasacco, i delegati di Ortucchio, Gioia, Lecce, San Benedetto e Pescina furono esclusi dalla discussione in atto, in molti si scagliarono contro l’avvocato Luigi De Simone. Addirittura, il segretario del fascio di combattimento di Ortucchio (Aurelio Irti), minacciò prossime rivolte «fino all’ultima goccia di sangue e d’annunzianamente più oltre ancora» (1). Il 3 luglio 1821 a Luco dei Marsi, in una piazza gremita di contadini, il ragioniere Menotti Bucci propose addirittura l’abolizione delle mezzadrie, la soppressione dell’azienda padronale e l’espulsione dei grandi affittuari. È opportuno citare anche il discorso di Costanzo Torrelli, che rivendicò i sacrosanti diritti dei coloni, accusando Torlonia di aver sfruttato la forza lavoro dei contadini per accumulare enormi ricchezze. Da questa realistica visione non escluse neanche i locatari avezzanesi, definiti reazionari e complici del principe romano. Il cronista di turno, presente all’avvenimento, scrisse che il rappresentante celanese: «lumeggiò le figure di tutto l’Ufficio del Principato di Avezzano, ove si arriva, per eccesso di servilismo, ad essere più realisti del Re». Dentro questa prospettiva, anche lui era convinto di una risoluzione estrema, appoggiando l’unanime consenso della folla (2). 

Alcuni giorni dopo, il giornale Il Sindacato Cooperativo (diretto da Carlo Bazzi) annunciò a caratteri cubitali che l’agitazione era in atto in tutta la Marsica, anche se Torlonia cercava di usare mezzi coercitivi per far desistere i contadini dalla lotta. Le accuse indirizzate al grande latifondista erano sempre le stesse: «Sono parecchi e svariati lustri che Casa Torlonia riscuote il compenso di molti milioni per l’opera di prosciugamento e coltivazione del Fucino. I contadini che cooperarono a questa grande opera sono restati schiavi, poveri e sfruttati». Occorreva, dunque, eliminare la numerosa schiera di sfruttatori che continuavano ad arricchirsi attraverso la fatica mal compensata dei lavoratori dei campi. Tuttavia, anche gli appelli lanciati dal giornale, potevano riassumersi per gli attenti lettori in un solo messaggio: «Capitale e lavoro nelle stesse mani. I contadini del Fucino produttori e padroni dei prodotti, le terre del Fucino a chi le lavora». Questa esortazione fu subito raccolta dal Consorzio Agrario aderente al Sindacato Nazionale delle Cooperative (3).

In questa prospettiva, la mattina dell’8 settembre 1921, alla presenza di ben 4.500 agricoltori si tenne un grande comizio ad Avezzano. Tra i gravi nodi da sciogliere, andranno considerate le posizioni assunte dalla sezione combattenti marsicana, dai fasci di combattimento di Avezzano, dalla camera nazionale del lavoro e dai consiglieri provinciali Irti, Pace, Macarone, Bizzarri, Taddei e Retico, che ribadirono i legittimi diritti degli agricoltori dei comuni ripuari, rivendicando le ragioni demaniali e imprescrittibili della pesca e del «passaggio nel prosciugamento del lago». Certamente, la persistente ostilità di Torlonia stava esasperato ogni animo, tanto da far compattare tutti gli interessati del comprensorio fucense senza distinzione di partito. In quest’azione massiccia e multiforme, nessun incidente turbò l’imponente assemblea, laddove l’ispettore generale di pubblica sicurezza Ripandelli, i commissari Lodi, Baldi e Tortora ufficiali e carabinieri si erano già schierati in assetto di guerra. 

Di fatto, alla fine dell’adunanza fu rilasciato il seguente ordine del giorno: «Riaffermato preliminarmente l’imprescindibile diritto demaniale dei Comuni ripuari alla terra del Fucino, diritto che si riservano di far valere in tempo e luogo opportuno […] Nell’intento di ridare la tranquillità alla regione ed il lavoro ai contadini che ne hanno bisogno […] Richiedere ai Principi Torlonia l’allontanamento immediato e definitivo dell’attuale rappresentante della Casa signor Bernardo Vincenti; la dichiarazione che i terreni attualmente adibiti ad aziende padronali saranno concessi, sia pure in un giusto sistema di compartecipazione a chi direttamente o materialmente lavora la terra nella forma individuale e collettiva; Casa Torlonia chiami i grandi affittuari che ancora insaziati dei lauti guadagni non hanno inteso il dovere di mettere spontaneamente la loro terra a disposizione dei piccoli agricoltori, ad una riduzione convenzionale anticipata dei loro contratti fraudolentemente rinnovati nel 1919; la sospensione della rinnovazione dei contratti di affitto fino alla risoluzione della vertenza, intendendosi i contratti fino ad oggi rinnovati inficiati per vizio di consenso. Quanto sopra per evitare spiacevoli incidenti la cui responsabilità dovrebbe ricercarsi unicamente e solamente nella persistente ostilità di Casa Torlonia». Il comitato esecutivo, composto di: De Simone, Cerri, Irti, Marcellitti, Saturnini, D’Andrea, Carusi, Pace, Taddei, Retico, De Cesare e Durante, firmò l’importante documento (4). Qualche giorno dopo, l’onorevole Camillo Corradini, proveniente dall’Altipiano delle Rocche, giunse ad Avezzano nel tardo pomeriggio, promettendo al sindaco Ercole Nardelli di riferire la questione al ministro Giuseppe Micheli e, magari, di organizzare un suo prossimo viaggio nella Marsica per sedare le profonde divergenze (5).

NOTE

  1. Il Risorgimento d’Abruzzo, Anno III, Num.120, Roma, 28 Giugno 1921, p.3, La questione delle terre del Fucino.
  2. Ivi, Anno III, Num.126, Roma, 3 Luglio 1921, p. 3, La questione del Fucino si aggrava.
  3. Ivi, Anno III, Num. 138, Roma, 14 Agosto 1921, p.3, L’agitazione del Fucino.
  4. Ivi, Anno III, Num. 146, Roma, 15 Settembre 1921, p.2, Corriere di Avezzano (Armando Palanza).
  5. Ivi, Anno III, Num. 148, Roma, 22 settembre 1921, p.3, Il Fucino. Giuseppe Micheli, ministro dell’Agricoltura e poi dal 4 luglio 1921 ministro dei lavori Pubblici nel governo Giolitti.
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