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Monte Sirente (2548 M)

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Scalate il Sirente con il trekking più affascinante di Abruzzo, tra paesaggi lunari e vedute mozzafiato del Gran Sasso.

Dalla piazza di Ovindoli si segue una strada che tocca il maneggio e conduce all’imbocco della Val d’Arno, percorrendo un tratto caratterizzato da asfalto. Giunti a un ponte, inizia un sentiero evidente a mezza costa, che segna l’inizio della salita.

Questo percorso rappresenta l’itinerario più breve per raggiungere il Sirente, anche se può risultare monotono nella porzione centrale. Tuttavia, il panorama dalla Bocchetta è incantevole e presenta un paesaggio lunare a causa delle erosioni presenti prima della cresta. Da qui, la vista si apre in modo sorprendente sul versante Nord, di fronte al Gran Sasso.

A causa della sua esposizione a sud, le nevi si sciolgono rapidamente, rendendo questo itinerario interessante anche dal punto di vista climatico e ambientale.

Riferimento autore: “A piedi in Abruzzo” (Testi a cura del Prof. Stefano Ardito).

Dislivello: 500 m. Tempo di salita: 2 ore. Tempo di discesa: 1.50 ore. L’itinerario non è segnato e la cartografia da consultare è la carta IGM 146 III NE (M. Sirente) e la carta IGM 146 III NO (Cèlano).

Dalla piazza di Ovindoli, si segue la strada che tocca il maneggio e conduce all’imbocco della Val d’Arno, che si percorre per un tratto. Alla fine dell’asfalto, nei pressi di un ponte, inizia un’evidente strada a mezza costa.

Questo percorso è particolarmente interessante: si tratta di un itinerario breve per raggiungere il Sirente. La parte centrale della salita risulta monotona, ma il panorama dalla Bocchetta è davvero sorprendente.

Proseguendo, il paesaggio si trasforma, rivelando un’area che sembra quasi lunare, caratterizzata dalle erosioni che precedono la cresta. Qui, si apre all’improvviso una vista spettacolare sul versante Nord, di fronte al Gran Sasso.

A causa dell’esposizione in pieno sud di questo itinerario, la neve si scioglie rapidamente, rendendo il percorso accessibile anche in periodi in cui altre zone possono essere ancora innevate.

Questo itinerario offre così un’esperienza variegata, che unisce momenti di monotonia a panorami mozzafiato, arricchendo l’escursione con differenti emozioni e scenari. Sebbene non segnato, rimane un tragitto amato da chi frequenta queste montagne.

Riferimento autore: “A piedi in Abruzzo”, testi a cura del Prof. Stefano Ardito.

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