Cerchio – Il 13 Gennaio 1915 resta una data incisa indelebilmente nel cuore della Marsica e di Cerchio. A centoundici anni da quella catastrofe, il sindaco Gianfranco Tedeschi ha voluto onorare la memoria di un evento che ha segnato il destino di un intero popolo.
Con una nota toccante, il primo cittadino ha rievocato la violenza inaudita di un terremoto che, in pochi istanti, rase al suolo abitazioni e infrastrutture, spezzando migliaia di vite innocenti e gettando il territorio in un abisso di disperazione.
Nonostante la devastazione, il messaggio di Tedeschi si focalizza sulla reazione dei cittadini: “Cerchio fu ferita profondamente, ma non piegata“.
Tra le macerie di quel freddo mattino di Gennaio, emerse infatti la forza straordinaria di una comunità che seppe resistere e aiutarsi reciprocamente, avviando una ricostruzione fondata sul sacrificio e sulla dignità.
È in questo passaggio cruciale che il dolore immenso si è trasformato in memoria collettiva, diventando il pilastro dell’identità locale.
Oggi, nel 2026, la comunità si ferma in un silenzio carico di significato per rendere omaggio a chi non c’è più e a chi, sopravvissuto, scelse di lottare per il domani.
Secondo il Sindaco, “ricordare non è solo un atto di memoria, ma un gesto di rispetto, di gratitudine e di responsabilità verso la nostra storia“.
Il ricordo diventa così un ponte tra passato e futuro, un impegno civile che garantisce che il sacrificio degli avi non vada perduto.
Con la solennità che il momento richiede, il messaggio si conclude con una promessa solenne: Cerchio ricorda e la Marsica, unita nel medesimo destino, non dimentica.









