12 mesi per far cambiare volto a Piazza Torlonia. Realizzare un polo scolastico e valorizzare le colture del Fucino con l’agricoltura abbinata alla farmacia



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Avezzano. Pochi punti, chiari e programmatici, quelli essenziali che posso però stravolgere anche in un solo anno, l’immagine della città di Avezzano. Su tutte, una promessa: in dodici mesi una piazza Torlonia nuova, con moderne panchine, alberi e verde curato e soprattutto un parco giochi per bambini degno di questo nome.

L’idea per cambiare volto ad Avezzano è quella di far funzionare il Comune, un Ente pubblico, come un’azienda di successo, sfruttando quindi le potenzialità di chi in un Ente ci lavora e mira a farlo funzionare bene, facendo della politica solo il tramite per raggiungere l’obiettivo.

L’appuntamento per il pranzo di lavoro è alle 14, al ristorante Hotel Le Gole di Celano. Chiedo io la possibilità di farlo “a casa mia” per tagliare i tempi. Alle 14.02 arriva la chiamata: “Sono qui, è arrivata?”. Prevedibile, “Scusi, sono in ritardo!”. Ci accoglie cordiale il proprietario, Aldo Paris.

Manager assicurativo e imprenditore di successo, Gabriele De Angelis ogni giorno, ancora prima di iniziare “l’avventura” elettorale di Avezzano ha un’agenda fatta di una lunga lista di appuntamenti. Tra un boccone e l’altro e durante tutta la conversazione, riceve messaggi e chiamate a raffica. Risponde a tutti, brevemente, si sofferma un po’ di più solo sulla chat di WhatsApp con una delle figlie: “Ha iniziato a studiare per entrare a Medicina, in questo periodo ho timore di trascurarla, scusi”, spiega.

Quali sono i principali punti del programma elettorale di Gabriele De Angelis?

«Un impegno lo voglio prendere per le famiglie della città di Avezzano, per chi ha figli e non sa come trascorrere un pomeriggio all’aria aperta in un parco giochi. Dopo trent’anni di parole rimetterò a nuovo piazza Torlonia e la renderò pulita e fruibile alle famiglie, sempre».

La conversazione prosegue con altri passaggi essenziali sul programma elettorale ma comunque De Angelis non vuole anticipare tutto. «Stiamo ancora lavorando e la campagna elettorale ufficiale ancora non è iniziata. Sveleremo tutte carte, inteso anche per i nomi di tutti i candidati, non appena presentate le liste».

Qualche nome però è già uscito, qualche altro lo hanno lasciato intendere i post lasciati sui social network.

Un esempio? Da un paio di giorni Ezio Stati si è vestito con gli abiti del “social provocatore” e si è lanciato nella pubblicazione di tanti messaggi correlati da foto con la scritta “Lavori in corso”. Tra le foto, oltre alla figlia Daniela (che però non dovrebbe essere candidata), ci sono Gino Di Cicco, ex assessore comunale, il dottore Angelo Gallese, responsabile del Cim di Avezzano e altri. L’ufficialità non c’è e non arriva nemmeno da De Angelis ma sicuramente, almeno ai più attenti, non sfugge che “l’elettorato Stati” sia più orientato verso l’appoggio della sua candidatura, rispetto a quella del maggior antagonista, l’attuale sindaco Gianni Di Pangrazio.

Tra gli altri candidati, carte più o meno scoperte, ci sono il giornalista Pierluigi Di Stefano che insieme al professionista Guido Gatti, andrebbero a rappresentare Antrosano, Stefania Bontempi, gestore di un noto ristorante della città, in politica ormai da tanti anni e molto attiva nel sociale e nel volontariato e Domenico Venditti, ex presidente provinciale della Confesercenti.

Dopo la sistemazione di piazza Torlonia De Angelis sottolinea come Avezzano debba iniziare a investire e ad aprirsi, in modo da essere una meta accattivante anche per chi volesse venire nella Marsica a sfruttare la vocazione di un territorio. Che in questo caso, vista la vicinanza del Fucino, è soprattutto agricola.

Come sfruttare l’agricoltura e far sì che sia un volano per l’economia di Avezzano e la Marsica tutta?

«Alcuni giovani hanno elaborato uno studio che potenzierò e a cui mi dedicherò che punta alla valorizzazione di colture specifiche che poi possano essere utilizzate in farmacia. La Nutraceutica è una scienza nuova che sono sicuro che nella Marsica può creare davvero soldi e posti di lavoro».

Molte aziende hanno chiuso e il nucleo di Avezzano negli ultimi anni ha bruciato numerosi posti di lavoro. E’ vero che è stata salvata la Cartiera, ma come intervenire per rendere la realtà industriale avezzanese stabile e farla risalire da una crisi che minaccia la serenità di tante famiglie?

«Il nucleo industriale va potenziato mettendo in condizione le aziende di investire e di lavorare con agevolazioni che non vengano spinte in altre direzioni e in altri territori. Ci sono leggi che permettono al nucleo industriale di rivivere, basta accedere alla possibilità di utilizzare fondi che le leggi prevedono già. E ripeto, la possibilità di accedere ai fondi è una realtà.

Intanto ordiniamo, rimango in attesa, sono curiosa di sapere cosa mangerà. Il tempo è poco e dobbiamo parlare. Scamorza alla brace, verdura ripassata e patate al forno. Il tutto con un solo bicchiere di vino. Essenziale.
Un’altra idea, il candidato la lancia sul lavoro delle associazioni della città.
«Abbiamo pensato a una democrazia partecipata, un urban center, riunire dunque tutte le associazioni culturali, sociali e di volontario di Avezzano e concentrare un organismo di sintesi efficiente».
Cosa si fa con il nuovo Comune? Quale futuro per un’opera che rischia di rimanere incompiuta?
«Il palazzo del nuovo Comune va ultimato e va aperto ai cittadini. Oggi ad Avezzano ci sono circa sette sedi dove sono dislocati gli uffici comunali. Riorganizzarli tutti in un unico posto non può che essere un risparmio. Puntiamo a rinnovare i servizi ai cittadini, in un unico luogo dove svolgere tutte le pratiche senza andare da un posto all’altro».
E le scuole?
«Già è pronto un programma per la realizzazione delle scuole, aggregate in un polo su via Pertini. Bisogna solo lavorare sul quel progetto e modificare delle cose. I genitori hanno bisogno di sicurezza e per questo la scelta giusta è quella sì di rimettere in sicurezza il palazzo che occupa la Mazzini-  Fermi ma non per riaprirlo come scuola ma come un polo culturale. I fondi per farlo ci sono, sono i fondi immobiliari statali. Una buona amministrazione sa cercare i finanziamenti e sa usarli».

De Angelis non approfondisce il discorso dei dirigenti comunali, dei premi e delle spese dello staff, che tanto fanno discutere i cittadini negli ultimi mesi.

«Come in un’azienda che funziona bene, i risultati vanno conseguiti anche grazie a bravi dirigenti a cui va riconosciuto il merito per quello che fanno per raggiungere un obiettivo che sia un successo. E’ certo che non ci si può presentare ai cittadini con le spese inutili di uno staff numeroso e oneroso».

Ci sono molte frazioni che spesso vengono dimenticate tanto che i cittadini non hanno esitato a protestare anche davanti al Palazzo di Città. Mi viene in mente l’esempio di via Nuova. Il forno, a cui erano molto legati i residenti, punto di ritrovo e di aggregazione per una comunità, è stato demolito e non più ricostruito.

«I cittadini vanno ascoltati e rispettati. L’idea è quella di elaborare un bilancio partecipato per le frazioni. Prendere dei soldi e utilizzarli come un budget per ogni frazione. Poi decidere insieme ai residenti cosa voler fare nella zona o meglio quale siano le priorità da scegliere per gli interventi».

L’intervista e il pranzo sono durati poco più di un’ora.

L’ultima domanda: Si sente più imprenditore o politico?

«Sto facendo politica da quando ho annunciato la mia candidatura a febbraio. Ma non sono politico. I miei sono i vestiti di un uomo che lavora tutti i giorni e punta a degli obiettivi e a dei risultati. Ma il successo non si raggiunge da soli, sono abituato a lavorare con validi collaboratori, motivati, soddisfatti e proiettati solo in avanti e mai indietro».

 



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