Sono 1204 gli amministratori chiamati a scegliere il prossimo Presidente della provincia dell’Aquila. Numeri e curiosità



Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print

Avezzano – Le provincie diventarono enti di secondo livello dopo che, durante la fase più acuta dell’ondata populista, la politica assecondò il sentimento popolare nel tentativo di riguadagnare consensi, decidendo così di abolirle.

All’iniziale idea di eliminare questi enti però, si sopperì con la riforma Del Rio, che mantenne le strutture seppur rimaneggiate, abolendo di fatto, solo il diritto di voto dei cittadini che, dal 2014, non scelgono più i loro rappresentanti provinciali. Questa facoltà rimane solo nelle prerogative degli amministratori comunali.

In ragione di ciò, il consiglio provinciale viene scelto dai consiglieri comunali e dai sindaci attraverso un voto che prevede l’indicazione del presidente separatamente dalla preferenza per il candidato consigliere, con due diverse schede elettorali.

Non solo, i voti espressi non sono tutti uguali, infatti il meccanismo elettorale, introduce una modalità per la quale i voti espressi dagli amministratori comunali dei comuni più grandi, valgono di più di quelli con popolazione inferiore. Per questo, i comuni sono stati suddivisi in fasce in ragione del numero dei residenti. Nella provincia dell’Aquila abbiamo cinque fasce:

Fascia A: comuni inferiori a 3.000 abitanti;
Fascia B: comuni da 3.000 a 5.000 abitanti;
Fascia C: comuni da 5.000 a 10.000 abitanti;
Fascia D: comuni da 10.000 a 30.000 abitanti;
Fascia E: comuni da 30.000 a 100.000 abitanti;

La provincia dell’Aquila è composta da 108 comuni, di questi, solo quattro superano i 10.000 abitanti. Quattordici hanno una popolazione che va dai 3.000 a meno di 10.000 residenti, mentre sono novanta i comuni con popolazione inferiore ai 3.000 e di questi, ben 68 hanno meno di 1.000 cittadini residenti.

La legge che regola le modalità di voto delle provincie, attraverso un articolato meccanismo di ponderazione, stabilisce che il voto espresso da un consigliere comunale di fascia A, vale oggi, 29 punti, un voto espresso in fascia B vale 97 punti, il voto in fascia C vale 163 punti mentre in fascia D vale 363 punti e in fascia E 614 punti.

In pratica, il voto di un consigliere di Avezzano o dell’Aquila, (fascia E) equivale a quello di 21 consiglieri di paesi in fascia A, come Canistro, Aielli o Collelongo, per esempio. In tutta la provincia sono chiamati a votare 1204 amministratori comunali, fra consiglieri e sindaci.

Di questi, ben 923 fanno parte di comuni in fascia A, 99 di loro sono in fascia B, 91 in fascia C, 34 in fascia D e 57 in fascia E. Caso emblematico, quello di Capistrello, che dalla fascia C passa in fascia B essendo gli abitanti, calati sotto la soglia dei 5.000 residenti. Il dato Istat, aggiornato a gennaio 2021, ne riporta 4.957




Leggi anche