Rotary Club Avezzano, conviviale con Don Cozzi, il prete “anti-mafia”



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Avezzano –  Il Rotary Club di Avezzano è lieto di annunciare che lo scorso venerdì 14 Settembre presso un noto ristorante di Avezzano, ha avuto il piacere di ospitare Don Marcello Cozzi, sacerdote che da decenni si impegna nell’educazione alla legalità e nel contrasto alle mafie. Don Marcello è componente della Segreteria nazionale dell’Associazione “Libera” e ne è stato anche il Vicepresidente nazionale. Attualmente si occupa del servizio nazionale antiracket, antiusura e di accompagnamento ai testimoni di giustizia attraverso la Fondazione Antiusura “Interesse Uomo”, di cui è Presidente e Socio fondatore (la sede per il centro Italia è ad Antrosano di Avezzano).

L’incontro si è svolto attraverso una relazione-dibattito dove il l’Ospite ha risposto a domande principalmente poste dalla Dott.ssa Bianca Maria Serafini (Magistrato di Sorveglianza del Tribunale dell’Aquila per i detenuti del 41bis e per i detenuti in Alta Sicurezza del carcere di Sulmona), dal Prefetto del Club Dott.ssa Gioconda Pompei (Psicologa) nonché dai soci che hanno partecipato con vivo interesse alla conversazione.

Don Marcello ci ha raccontato l’esperienza vissuta e raccontata nel suo libro “Ho incontrato Caino” che narra il tormento e l’inferno che è presente nell’animo dei pentiti, ben significato nella dicitura completa del titolo: “Pentiti, storie e tormenti di vite confiscate alle mafie”.

Ha parlato di un’umanità sofferente che vuole recuperare un rapporto con gli altri e che ha come primo incontro un magistrato ma anche un sacerdote che indaga, con approccio di carattere del tutto laico, per conoscere il cammino percorso da questi soggetti. Questa umanità sono i pentiti di mafia, un tempo protagonisti di stragi efferate, incontrati su loro richiesta nei carceri di massima sicurezza – tra cui quelli di l’Aquila e di Sulmona – o in località segrete dove vivono celati da nuove identità.

Tra gli incontri più significativi, quello con Gaspare Spatuzza, membro di Cosa Nostra, implicato in 42 omicidi tra cui la strage di Via D’Amelio e l’uccisione di Don Pino Puglisi, di cui si è celebrato l’anniversario lo scorso 15 Settembre. Don Cozzi ha anche messo in rilievo il ruolo delle donne nelle organizzazioni mafiose, le quali si trovano spesso a ricoprire i ruoli dei mariti rimasti uccisi o reclusi, ma che sono anche le vittime silenziose di un sistema che non lascia loro scelta.

Così come per i giovani l’affiliazione alla malavita rappresenta una facile tentazione quando non si hanno altre valide prospettive. Di qui la necessità di uno Stato maggiormente presente che rappresenti un riferimento effettivo nella lotta alla mafia.

La speranza del cambiamento che parte dal tormento di queste persone è stata il filo conduttore del racconto di Don Cozzi. Una graditissima occasione per invitarci a riflettere su un fenomeno psico-sociale complesso e a comprenderne le cause.

Un’opportunità preziosa di arricchimento e crescita personale.



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