Rapinato e gettato in un burrone, in prognosi riservata un 42enne



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Tagliacozzo. In ospedale ha raccontato di essere stato picchiato selvaggiamente con pugni e calci che gli hanno praticamente spappolato il fegato.

Ai carabinieri poi ha detto che conosceva i suoi aggressori perché con loro aveva fatto un viaggio nella sua auto, da Roma fino a Tagliacozzo.

Una storia di violenza incredibile quella capitata a un romano di 42 anni che vive a Montesilvano che si trova ora ricoverato nel reparto di chirurgia dell’ospedale di Avezzano, in prognosi riservata.

La chiamata al 112 è arrivata ieri, intorno a mezzogiorno, da alcuni automobilisti che hanno raccontato agli uomini dell’Arma della compagnia di Tagliacozzo, di aver visto sul ciglio della strada, poco dopo l’uscita autostradale di Tagliacozzo, un uomo, quasi nudo, in un pessimo stato. Sul posto sono arrivati gli uomini della radiomobile, agli ordini del maresciallo Mauro Federico Dattolo che hanno subito avviato le indagini per cercare di capire cosa fosse accaduto.

L’uomo, trasportato in ospedale dai sanitari del 118, ha raccontato di essersi svegliato sotto un burrone, dove era stato gettato il giorno prima, da tre uomini, con cui aveva fatto un viaggio. Secondo una prima ricostruzione dei fatti sembra che il 42enne, era partito da Roma a bordo della sua auto che però era guidata da un colombiano. Con lui anche due fratelli, di Poggio Filippo, già noti alle forze dell’ordine per recenti fatti di cronaca nera.

Dopo il tragitto Roma-Tagliacozzo i quattro hanno iniziato a litigare violentemente e da lì sono partite le botte da orbi al 42enne. Fino a quando l’auto non è stata fermata e il romano è stato picchiato a sangue fuori dall’abitacolo. Alla fine del pestaggio è stato rapinato e gettato nel burrone, dove si è svegliato solo il giorno dopo.

I due giovani di Poggio Filippo, su disposizione del pm Guido Cocco, sono stati denunciati per rapina e lesioni aggravate. Il terzo uomo è tuttora ricercato.

Il 42enne si trova ora in ospedale. Sul caso sono ancora in corso le indagini, coordinate dal comandante della compagnia Edoardo Commandè.




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