Pd a “gestione padronale”, il tesoriere si appella a Renzi



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Luco dei Marsi – Partito democratico luchese a “gestione padronale” e “vertici del partito silenti a tutti i livelli”, il tesoriere e militante storico, Giuseppe Angelucci, bussa alla porta del segretario nazionale, Matteo Renzi, affinché si faccia chiarezza su una serie di “irregolarità perpetrate nella gestione politica e amministrativa” della sezione luchese. “Ho sempre profuso il massimo impegno a favore del partito”, scrive Angelucci, “ora avverto la necessità di evidenziare delle criticità di forte rilevanza derivate dall’operato messo in atto dai principali attori del Nostro circolo e da me contestate a tutte le commissioni di garanzia purtroppo ad oggi senza alcuna risposta.

Le irregolarità che ho potuto riscontrare sono di diversa natura e molte di esse anche gravi e dopo aver fatto tutte le contestazioni del caso ho deciso di rassegnare le dimissioni da tesoriere essendo la democrazia all’interno del circolo praticamente assente. Queste criticità sono state più volte contestate al segretario provinciale che pur constatando il non rispetto delle regole non ha mai preso posizione in merito.
Ho lottato per dare dignità ai militanti del partito e per far valere la democrazia ma ahimè questa parola a molte persone proprio non piace.

Mi auguro che il futuro segretario provinciale riesca a trasformare i circoli territoriali e farli diventare realmente luogo di incontro e coinvolgimento politico. Cosi come auguro al prossimo coordinatore del circolo (sperando che non sia figlioccio di questo modo di fare politica) di riuscire a liberarsi da un modo di fare che ha assopito gli animi e ha consegnato tutto il potere in mano a pochi. Esco di scena consegnando a Matteo Renzi e alla commissioni di garanzia un interrogativo: ma possibile che il nostro partito sia cosi sordo alle richieste che giungono dalla base? Possibile che non si capisce che i militanti non accettano più questo modo di agire?

Spero che si trovi la forza di ristabilire una linea che ci rimetta in pista per poter “insieme” affrontare il futuro, poiché, militando in un partito plurale e di ampia rappresentanza ritengo che il rispetto delle regole sia alla base del vivere civile e per questo chiedo un intervento volto a valutare se ed in che misura si è abusato di un potere conferito dai tesserati”. Angelucci conclude ironicamente domandandosi se almeno questa volta troverà risposte da parte dal partito.




Lascia un commento