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Luco dei Marsi, scontro sui social tra il Sindaco Marivera De Rosa e l’Agesci locale

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Luco dei Marsi – Tutto è partito da una segnalazione ai Carabinieri da parte di alcuni cittadini, nel pomeriggio del 22 dicembre, sull’avvistamento di un assembramento a Luco dei Marsi.

Si trattava del gruppo Agesci del paese che stava svolgendo attività all’aperto con diversi bambini. Le Forze dell’Ordine, intervenute prontamene sul posto, chiedevano spiegazioni sull’accaduto e il gruppo rispondeva che l’attività che si stava svolgendo in quel momento era consentita secondo il Protocollo nazionale dell’Agesci “Zaini in spalla”, aggiornato al 21/12/2020. Successivamente venivano consegnati presso la stazione dei Carabinieri di Luco i documenti relativi.

La questione però non è finita qui. L’Agesci scrive una missiva, pubblicata dal Sindaco Marivera De Rosa sulla sua pagina Facebook, dove richiede “scuse rituali e pubbliche” tramite i social da parte del Sindaco e dei Cittadini che hanno segnalato.

Questa la risposta pubblica del Primo Cittadino di Luco dei Marsi che, diversamente da quanto asserito dal gruppo, dichiara che la manifestazione non era autorizzata:

Avrei voluto salutarvi in questi giorni rinnovandovi serenamente gli auguri di Buon Natale. Purtroppo mi trovo, nuovamente, di fronte a una situazione incresciosa, e definitivamente avvilente. Nella giornata di ieri mi è stato segnalato un assembramento e la presenza di tavoli, cibo e altro, da parte di cittadini da cui mi sono sentita anche chiedere se “le regole valgono per chi sì e per chi no”. Ho cercato di capire via telefono se fosse possibile ricomporre la questione direttamente, ma da foto prese a una certa distanza ho rilevato la presenza di diverse persone, anche vicini e apparentemente impegnati in una sorta di festeggiamento, e come di norma in questo periodo di emergenza, ho girato la segnalazione alla locale stazione dei carabinieri, perché accertassero cosa stesse accadendo. Nel gruppo anche diversi bambini, che trovo sempre più spesso, nei report, tra le vittime di contagio. La premessa è fondamentale per capire i fatti. Fatti che vedono in campo l’Agesci, il gruppo scout locale, che, ritenendosi in diritto di dare luogo a tutte le manifestazioni che gli pare, senza comunicare nulla a chicchessia, si sono comportati di conseguenza. Per poi, dinanzi alle richieste di chiarimento dei carabinieri, sostenere la legittimità della loro azione. Ovviamente, a questa loro “convinzione”, è seguita, immancabile, la loro esternazione sui social, in cui si additavano “i cittadini che credono di aver ottemperato al loro altissimo dovere civico” e, di sponda, la sottoscritta. Solo tra le righe sui social, per poi andare ben oltre. Infatti, ho ricevuto stamattina la visita del presidente degli Scout locali che mi ha consegnato una lettera, in cui si chiedono “scuse rituali e pubbliche”, tramite social, da parte del Sindaco e dei Cittadini che hanno segnalato. E sottolineano che i bambini hanno provato “estremo disagio” alla vista dei militari, rimanendone “impauriti e spaventati”, lamentando il presunto “discredito” causato ai capi scout. Tra l’altro, si dice nella lettera che si sarebbe fatto meglio a “chiedere delucidazioni” ai capi scout, invece di dare corso alla segnalazione. Cosa che sarebbe stata possibile, magari, se gli stessi avessero comunicato al Comune l’iniziativa. Detto questo, ho attivato tutti i controlli sulle “autorizzazioni presunte”, tanto con la Questura, che con altri Uffici pertinenti. Ed è emerso che no, nessuno ha autorizzazione di dare luogo a manifestazioni del genere e senza darne preventiva comunicazione al Comune. E mi dispiaccio profondamente della tracotanza di certe persone, dalle quali mi sarei aspettata che ai bambini, che definiscono “impauriti e spaventati” dai carabinieri, insegnassero loro per primi che della presenza dei carabinieri devono essere contenti, perché vigilano sulla nostra sicurezza e sul rispetto delle regole, e che le regole devono essere rispettate da tutti (e magari i primi dovrebbero essere proprio quelli che svolgono funzioni pedagogiche), e che hanno responsabilità di ciò che trasmettono. Gli stessi che invece solo recentemente avevano pubblicizzato (senza autorizzazione alcuna e in barba alle leggi) l’iniziativa di “lanciare lanterne cinesi”, di carta, per cui esiste una severa normativa che ne vieta il lancio persino vicino alle case o agli alberi (norme per le quali altri gruppi, che prima di pubblicizzare l’evento si erano informati, avevano in precedenza dovuto rinunciare), da ogni finestra o uscio di Luco, per finire in bellezza questo 2020… ricco di emozioni. Le richieste avanzate dal gruppo Agesci di Luco sono non solo sconcertanti, ma altamente imbarazzanti: non per me, ma per loro, che hanno perso l’ennesima occasione per dimostrare la levatura che, teoricamente, tale associazione dovrebbe avere. Quanto alla missiva che mi è stata recapitata, la pubblico di seguito, ma sarà anche inviata a tutti gli organi interessati, per tutte le più opportune valutazioni. Invito qualcun altro a valutare, invece, il proprio operato, autonomamente, e in tutta onestà, confidando che la Festa alle porte conduca migliori ispirazioni”.

Per completezza di informazione di seguito si riporta anche il comunicato dell’Agesci rivolto ai genitori del gruppo scout di Luco dei Marsi 1 e all’intera cittadinanza di Luco.

Segnalazione ai carabinieri durante la riunione scout ma l’attività SCOUT È PERMESSA e regolare

Comunicato ai genitori del gruppo scout di Luco dei Marsi 1 e all’intera cittadinanza di Luco

Ieri pomeriggio, 22 dicembre, mentre svolgevamo regolarmente attività scout all’aperto con i nostri bambini (con dispositivi di sicurezza, distanze garantite, gel igienizzanti, autocertificazioni, controllo temperatura, registro presenze, ecc. ecc.) siamo stati sorpresi dall’arrivo dei carabinieri che hanno chiesto, con affabilità, delucidazioni sulle attività che si stavano svolgendo (in realtà erano da poco concluse e i genitori stavano riprendendo i bambini per portarli a casa) in quanto era stato a loro segnalato un assembramento. I carabinieri hanno preso le generalità dei capi scout presenti.

Il capo unità presente ha affermato fin da subito che l’attività scout che si stava svolgendo, pur se effettuata in zona arancione (ma anche rossa), è consentita secondo il Protocollo nazionale dell’Agesci “Zaini in spalla”, aggiornato al 21/12/2020, che riporta e meglio chiarisce le attività consentite per gli scout, così come individuate dal DPCM del 03/11/2020 e relative modifiche ed integrazioni, la cui copia cartacea, d’accordo con gli stessi carabinieri, avrebbe, di lì a poco, consegnato presso la stazione dei carabinieri di Luco.

Il capo gruppo di Luco dei Marsi 1, sopravvenuto anch’egli sul luogo, si è recato presso la stazione dei carabinieri per consegnare il documento di cui sopra che, prontamente, è stato recepito dalle forze dell’ordine che hanno preso atto della regolare attività e della mancanza di alcun illecito relativo alle disposizioni anti Covid riscontrate in fase di controllo.

Vogliamo chiarire che in Italia l’attività scout, fatta con le opportune precauzioni ed indicazioni, pur se in zona arancione/rossa è permessa (vedi allegato 8 del DPCM del 03/11/2020).

I capi scout di Luco dei Marsi hanno tutti un attestato di formazione specifico per le attività svolte durante l’emergenza Covid, attestato che permette di operare e svolgere le attività in totale sicurezza.

Non siamo degli sprovveduti e non intendiamo mettere a repentaglio la sicurezza e la salute dei nostri ragazzi e anche nostra. Ci muove solo il desiderio di alleggerire l’animo dei ragazzi, provati in questo periodo terribile di pandemia. Ci dispiace e ci meraviglia che questo nostro servizio (gratuito) possa alimentare sentimenti di astio nei nostri confronti.

Ci dispiace anche che a causa dell’arrivo dei carabinieri i bambini possano essersi spaventati e intimoriti non capendo cosa di male stessero facendo.

Chi ha segnalato ai carabinieri il possibile illecito dovrebbe comprendere che non ha svolto nessun dovere civico verso il paese e verso la società ma ha solo cercato, invano, di rovinare un bellissimo pomeriggio (che ha visto i bambini giocare e divertirsi) e di screditare degli adulti (capi) che mettono a disposizione gratuitamente buona parte del loro tempo per cercare di formare dei buoni cittadini.

Ringraziamo le forze dell’ordine sopravvenute per la professionalità e cortesia che hanno usato con noi. Cogliamo l’occasione per augurarVi Buon Natale”.

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Giovanni Di Felice

Casa Funeraria Rossi

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