L’ospedale di Avezzano, un avamposto di frontiera nella dura battaglia contro il Covid ma anche presidio di professionalità eccellenti



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Avezzano – Quella che riportiamo, è una lettera che esprime gratitudine nei confronti dello staff medico del reparto di ematologia dell’Ospedale San Filippo e Nicola di Avezzano, che, nello tsunami pandemico che ha travolto la sanità marsicana, rappresenta un approdo sicuro per chi si trova alle prese con patologie che nulla hanno a che vedere col virus.

Michele Lemme, l’autore della lettera che riportiamo integralmente, è un commercialista di Capistrello che descrive la sorpresa che ha vissuto dopo essere entrato in contato con l’equipe medica del dottor Ronci, un’eccellenza inaspettata per lui.

Un’oasi di speranza nel deserto di una burocrazia indolente, il più delle volte guidata da scelte politiche astruse, che per fortuna, non sempre riescono a sedare il fuoco sacro che alimenta la passione di medici come il dottor Benedetto Ronci, che fanno funzionare le cose, facendo la differenza.

 

Alla c.a.

dell’U.R.P. e p.c. Alla Direzione Sanitaria, dell’Ospedale di Avezzano

Capistrello 19/11/2020

Non di rado ci si trova a leggere di casi che, vuoi per mancanza di professionalità, vuoi per pressapochismo, vuoi per mera incapacità organizzativa, tendono a caratterizzare la sanità pubblica come uno degli elementi “deboli” della nostra società.

                Non vi sarà, pertanto, difficile capire lo stato d’animo di chi si ritrova, suo malgrado, costretto a dovervi ricorrere.

                A seguito di una biopsia eseguita presso l’ospedale Rizzoli di Bologna, ormai da alcuni mesi, è stato diagnosticato a chi scrive un plasmocitoma per il quale mi è stato consigliato di rivolgermi a “qualche bravo ematologo”.

Nell’immediato ho pensato di interpellarne qualcuno presso l’ospedale S.Orsola della stessa città emiliana: il prestigio del nosocomio e la rinomanza dei professionisti che vi lavorano mi indussero a pensare che quella fosse la scelta migliore.

                Nel palesare quella mia intenzione al mio medico di base e ad altri amici, anch’essi medici, che mi erano stati vicini durante quel periodo mi sono, però, sentito dire: “non è necessario. All’ospedale di Avezzano ce n’è uno davvero bravo. Si chiama Ronci “.

                Più per accondiscendenza nei loro confronti che per autentica convinzione, mi sono, quindi, premurato di avere un appuntamento con quest’ultimo e mi sono recato in ospedale.

                L’empatia è stata totale; immediata la sensazione di avere a che fare con un professionista di sicuro livello; istantanea la consapevole constatazione del suo spessore umano.

                Non ho avuto nessun dubbio nel decidere di mettere la mia vita nelle sue mani.

                L’evoluzione della malattia e la luce che comincio ad intravedere in fondo al tunnel mi dicono che la mia fiducia era stata, davvero, ben riposta.

                Non mi sono mai sentito né un semplice nome su una cartella clinica, né un mero numero utile a stilare statistiche ma un PAZIENTE.

                La mia onestà intellettuale mi impone di metterlo per iscritto.

                Sento, al contempo, l’obbligo di scusarmi con questa Direzione Sanitaria per avere avuto la convinzione che nel nostro ospedale non si potessero trovare medici capaci di onorare, con la loro opera, il giuramento di Ippocrate senza svilirne la sacralità.

                Spero di riuscire, un giorno, a trovare le parole per esprimere al Dott. Ronci la mia stima, la mia riconoscenza, la mia gratitudine per quanto ha fatto per me e per la sua capacità di portare avanti da solo un reparto di Ematologia cui fanno riferimento centinaia di marsicani.

 

                                                                                                                             

                                                                                                                                              In fede

                                                                                                                                   Michele Lemme