LA SEGNALAZIONE/ “L’inps di Avezzano, organizzazione del lavoro superficiale e disattenta”



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Avezzano. Riceviamo e pubblichiamo da Mario Casale, sempre attivo nella vita politica e sociale di Avezzano, una lettera che racconta un disagio vissuto all’interno dell’Inps di Avezzano.

Non è la prima volta che l’Inps di Avezzano mostra una organizzazione interna del lavoro superficiale e disattenta, evidenziando la faccia peggiore dell’ente pubblico.

Ad una azienda che intende chiedere la propria situazione contributiva per adeguarla e aggiornarla e quindi versare il dovuto, una signora responsabile del ricevimento osserva che la delega presentata manca dei documenti allegati e quindi non si può procedere.

All’osservazione che i documenti possono essere reperiti immediatamente, la signora dell’Inps arrogantemente e maleducatamente gira i tacchi e se ne va. Intollerabile che un ente pubblico, pagato con i nostri contributi, mantenga al suo posto una persona di tal fatta, inadatta a relazionarsi con il pubblico. In una società normale essa andrebbe immediatamente rimossa.

Inoltre la critica riguarda la competenza degli operatori che vengono utilizzati presso gli sportelli. Non sempre hanno le funzioni rispondenti al ruolo per il quale sono chiamati e sembrano essere più un riempitivo formale che un contributo concreto alla risoluzione dei problemi posti dai cittadini, che per la verità mostrano una pazienza sovrumana.

Perché se vuoi tentare di risolvere un problema all’Inps di Avezzano devi prendere un appuntamento al call center (se ci riesci) e poi provare ad effettuare l’incontro risolutivo.

Tempo e pazienza di scorta, con costi per gli utenti inimmaginabili.

Ma l’importante è che l’Inps di Avezzano mantenga la sua organizzazione, che nel privato sarebbe immediatamente cancellata, con i suoi tempi, i suoi privilegi, la sua arroganza di potere pubblico che inevitabilmente trasferisce ad alcuni dipendenti, sicuri del loro posto e dello stipendio garantito a fine mese.

Si vede bene che ci sono impiegati pubblici che non sono dalla parte del pubblico, sia come ente che rappresentano sia come lavoro da svolgere a favore di imprese, lavoratori e pensionati. Non tutti i dipendenti pubblici sono come la signora responsabile del ricevimento degli utenti dell’Inps di Avezzano.

Ne conosco alcuni che veramente fanno onore all’ente per il quale lavorano, come Sandro Antonelli che si occupa delle casse integrazioni o Cardone, responsabile dell’ufficio anagrafe del Comune di Avezzano, ma rischiano di essere delle mosche bianche, massacrate da dirigenti e funzionari inadeguati, oltre che da organizzazioni di lavoro superate, preoccupati soltanto di avere “le carte a posto” per evitare le responsabilità o scaricarle ad altri, piuttosto che essere al servizio dei bisogni dei cittadini, che è la funzione primaria per la quale sono pagati.

Spiace dovere richiamare l’attenzione sul cattivo funzionamento dell’Inps e di parte dei suoi dipendenti, ma l’arroganza e l’ostilità verso i normali cittadini vanno assolutamente denunciate e battute.

Voglio sperare che il presidente dell’Inps, Tito Boeri, così sollecito nel denunciare l’utilizzo dei voucher da parte della Cgil, lo sia altrettanto nel mettere a posto le cose nell’ente che dirige.

 Mario Casale




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