Felicia Mazzocchi, la storia triste e infinita del Crab



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Avezzano. Manca proprio la voglia di risolvere i problemi del territorio, e la vicenda del CRAB ad Avezzano ne è un esempio lampante. Dopo anni di tante chiacchiere e pochi fatti, il peggiore di tutti è stato sicuramente quello di metterlo in liquidazione nel 2014.

A parlare è Felicia Mazzocchi, consigliere provinciale di opposizione, anche candidata alle prossime comunali nelle liste di Gabriele De Angelis.

Sono contraria ora e lo ero allora, tanto che la Provincia (socio) non partecipò a quell’assemblea che decretò lo stato di liquidazione nella consapevolezza che il futuro sarebbe divenuto drammatico in assenza di condizioni giuridiche che potessero permettere al Crab la partecipazione ai bandi europei ed avere così accesso a fondi pubblici per la realizzazione di progetti utili al territorio. Se davvero è necessaria la ricerca questo deve essere chiaramente scritto nei programmi della Regione ma anche e soprattutto nel proprio bilancio almeno come fondo di rotazione. Altrimenti lo si dica con chiarezza e si dia l’alternativa ai dipendenti che vivono da anni con la spada di Damocle puntata a scapito di una serenità ormai perduta e di equilibri personali messi a dura prova.

Da una parte, a fianco alla tradizionale attività di ricerca, un potenziale di attività tipiche di laboratorio, capaci di generare entrate, che non si riesce ad offrire, come ad esempio le analisi nel settore agricolo fucense che vanno tutte o quasi addirittura fuori regione, e dall’altra le scelte scellerate della politica di far venire meno i presupposti per agevolarne l’attività. Paradossi incomprensibili se si pensa che il Crab, dal quale la Provincia dell’Aquila è in fase di uscita, in quanto non è ammesso dalla legge che vi partecipi, con un po’ di coraggio e riguardo al nostro territorio ora potrebbe essere un gioiello marsicano, ed invece si assiste con il massimo sconcerto alla peggiore delle performance: bilancio 2015 non ancora approvato, dunque figurarsi il 2016, assenza di piani strategici che facciano presagire la possibilità di uscire dallo stato di liquidazione, Collegio dei Revisori che bacchetta l’operato del collegio dei liquidatori. Cos’altro dovrà accadere ? è la mia domanda al Consiglio provinciale di oggi. Come può uscire dalla liquidazione con questo stato di cose! A meno che non ci sia una strategia “creativa”….  I cittadini sono sempre più alla ricerca della trasparenza, ma la trasparenza non alloggia in casa della ricerca.




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