E’ morto Fidel Castro. Il ricordo dell’imprenditore avezzanese Berto Savina



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Avezzano. «Era un uomo che con la sua presenza incuteva timore. Non tanto per i suoi modi di fare, certo era molto sicuro di sé, ma soprattutto per la sua presenza. Era un uomo statuario». Ricorda così Fidel Castro, morto oggi a Cuba, la prima volta che lo incontrò, Berto Savina, imprenditore 64enne di Avezzano. L’occasione fu l’arrivo in Italia di Castro per l’incontro mondiale sull’alimentazione organizzato dalla Fao.

«Io non sono basso ma comunque era di dieci centimetri più alto di me» ricorda Savina con un sorriso, «tra la gente sapeva come muoversi e la sua presenza faceva il resto. La prima volta l’ho incontrato all’Hotel Hilton di Roma. Ricordo ancora quel suo carisma. Non conosceva l’italiano e parlammo in spagnolo».

Savina da 25 anni lavora anche a Cuba e da quel lontano 1996 più volte ha avuto occasione di incontrare il “lider maximo”. Nel 2006, quando Castro si ammalò gravemente Savina si fece promotore di un’iniziativa che portò un altro pezzo di Marsica al cospetto del leader cubano. «Ad agosto Castro fece il compleanno ma non fu festeggiato subito perché ammalato. Dopo qualche mese non appena sapemmo che era fuori pericolo in occasione della sua festa organizzammo i fuochi d’artificio, che portammo dalla fabbrica pirotecnica Paolelli di Tagliacozzo», continua Savina, distributore esclusivo a Cuba di marchi di fama internazionale come Benetton, Yamamay e Carpisa, «i fuochi li abbiamo ripetuti poi quando ha compiuto i 90 anni».

riconoscimentoIn occasione del 500esimo anniversario della fondazione di Santiago de Cuba, Berto Savina è stato l’unico italiano a ricevere un riconoscimento, non solo per le sue doti di imprenditore, ma anche per aver contribuito alla crescita sociale della comunità.

Alla domanda cosa cambierà a Cuba con la morte di Fidel Castro, il noto imprenditore avezzanese, che ha saputo portare e far resistere il nome della Marsica a Cuba, risponde: «Sicuramente a livello emozionale la sua gente lo piangerà. La gente di Cuba amava Castro, ma a livello politico e commerciale il paese è già transitato in un’altra epoca, a guida di Raùl, ed è già da un po’ che si è avviato verso un progetto di riforme che lo vedranno crescere giorno dopo giorno».




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