Dipendenti Olicar senza stipendi, i sindacati scrivono al Prefetto e dichiarano aperto lo stato di agitazione



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano – Fim-Cisl, Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e Rsa scrivono al Prefetto chiedendo un incontro urgente per la vertenza Olicar e dichiarano aperto lo stato di agitazione dei lavoratori, a partire dalla data odierna, con riserva di comunicare la data dello sciopero e le relative modalità. Chiedono, inoltre, che all’incontro con il Prefetto sia invitato e presenzi il Direttore Generale della ASL 1, dott. Riccardo Tordera.

“La Società Olicar Gestione s.r.l. (gruppo Manital Idea s.p.a.) che gestisce i presìdi ospedalieri della ASL 1 – della Provincia dell’Aquila – scrivono i sindacati – non ha pagato, ai quasi 100 dipendenti, lo stipendio di Agosto 2017 e, stando a quanto comunicato alle OO. SS. in data 7 settembre da parte della capofila Societaria, Manital Idea s.p.a., a causa della crisi finanziaria in cui versa, intenderebbe pagare con ritardo, rispetto alla previsione contrattuale, le retribuzioni di settembre, ottobre, novembre e tredicesima (quest’ultima a gennaio 2018).

La Società, in scadenza di contratto d’appalto il 23 gennaio 2018, nei numerosi incontri avuti con il coordinamento nazionale sindacale, non è mai stata in grado di fornire garanzie per il futuro occupazionale e retributivo dei dipendenti e, nonostante gli impegni assunti, anche in sede Prefettizia, a partire dal 2015, continua a non risolvere i problemi sulla sicurezza dei lavoratori, nei posti di lavoro, sebbene continuamente denunciati dalle scriventi.

Per questi motivi, senza escludere la preoccupazione per l’esito delle decisioni che assumerà il Tribunale di Asti (il 5 ottobre) presso il quale la Società Olicar s.p.a. (da cui è nata Olicar Gestione s.r.l. per cercare di garantire, appunto, il ramo di lavoro che ci occupa) ha presentato una richiesta di concordato, chiediamo un incontro nei termini di legge”.




Lascia un commento