Crab, 18 mesi di stipendi non pagati e la Regione non accetta di parlare con i sindacati



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Avezzano – Diciotto mesi di stipendi non pagati e ora la Regione si rifiuta di parlare con i sindacati. E’ quanto denunciano Ada Sinimberghi e Francesco Marrelli, della Flai e Filctem Cgil

“E’ da dicembre 2014, dopo anni di assoluta indifferenza della Regione Abruzzo, che l’assessore Pepe ha deciso di cominciare a lavorare sulla riorganizzazione dei Centri COTIR, CRAB E CRIVEA partendo dalla loro liquidazione e dalla nomina di un collegio di commissari. In queste ore, nonostante una serie di comunicazioni pervenute nella giornata di ieri di revoca dell’incontro, si sta svolgendo una riunione tecnica ufficiale tutta interna alla Regione su un ipotetico piano di riordino senza un primo confronto con le organizzazioni sindacali”.

“Avuta conoscenza nelle prime ore della mattinata odierna della conferma della riunione presso l’assessorato all’Agricoltura, la Flai e la Filctem Cgil hanno chiesto un incontro urgente per l’esame congiunto del progetto di riordino”.

Per parte nostra stigmatizziamo il comportamento dell’assessore e dei consiglieri regionali coinvolti, che non hanno ritenuto opportuno confrontarsi con le organizzazioni sindacali e le rappresentanze dei lavoratori non appena ottenuto il piano dai commissari, nonostante l’impegno dell’assessore a convocare un tavolo per l’esame congiunto dello stesso piano e prima della sua ufficialità”.

“Tutti i lavoratori dei tre Centri di ricerca coinvolti nella riorganizzazione continuano a lavorare da anni nonostante il ritardo nel pagamento degli stipendi, che ancora oggi ammonta a 18 mensilità pur avendo assicurato l’ultimazione dei progetti di ricerca legati anche alle risorse PSR e consegnato inoltre in questi ultimi giorni alla Regione un programma di progetti di ricerca per il 2016”.

“E’ necessario per queste organizzazioni sindacali avere la piena conoscenza tempestiva della proposta del piano di riordino per la continuità dell’attività di ricerca e le sue prospettive, la salvaguardia strutturale degli attuali livelli occupazionali. Considerando la gravità della situazione le organizzazioni sindacali sono impegnate per la tutela individuale e collettiva dei diritti dei lavoratori a intraprendere tutte le azioni di protesta sino a quando non saranno ripristinate le corrette relazioni sindacali con la convocazione di un incontro per l’esame di verifica del piano di riordino”.



Redazione Contenuti

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