Chiusura delle scuole in Abruzzo, Pepe: “non è possibile decidere dalla sera alla mattina, famiglie in difficoltà”



Abruzzo – “Non è possibile chiudere le scuole dalla sera alla mattina, senza il giusto preavviso, creando difficoltà alle tante famiglie abruzzesi che, in questo momento di forte disagio sanitario, sociale ed economico, sono costrette ad organizzarsi in pochissimo tempo per non lasciare soli a casa i propri figli”. Lo dichiara il vicecapogruppo Regionale del Partito Democratico, Dino Pepe.

Bene hanno fatto i sindacati abruzzesi a ricordarlo, con una lettera, al Governatore Marco Marsilio, all’Assessore al Lavoro e alle Politiche Sociali, Piero Quaresimale, e a tutti i parlamentari abruzzesi – continua Pepe – non è giusto costringere chi lavora a doversi prendere giorni di ferie, permessi o congedi, senza preavviso, per restare a casa ad accudire i propri figli che hanno ripreso la Dad. Non tutti sono infatti in smart working, in tanti sono stati costretti a fare “i salti mortali” per conciliare la sacrosanta cura dei propri figli ed il proprio lavoro, già messo a dura prova dalla crisi”.

Chiedo quindi ai vertici della Regione Abruzzo ed al nostro Presidente di evitare, in futuro, di prendere certe decisioni dalla sera alla mattina, mettendosi nei panni dei tanti abruzzesi costretti a trovare una soluzione tra mille difficoltà. Auspico inoltre che vengano offerti degli ammortizzatori sociali, dei contributi reali e celeri dalla nostra Regione che consentano alle famiglie di poter pagare baby-sitter o di ottenere nuovamente permessi o congedi, potendo così conciliare al meglio le varie esigenze” conclude Dino Pepe.

Servono insomma risposte concrete e immediate… magari la stessa solerzia dimostrata da Marsilio & Co. nel dare milioni di euro al Napoli Calcio ed al Festival dei Cartoni Animati… soldi che oggi avrebbero fatto molto comodo alle famiglie abruzzesi alle prese con zero certezze ed una nuova, repentina, chiusura delle scuole. Infine sono ancora tutte da capire le ragioni della mancata chiusura di scuole dell’infanzia e nidi. Famiglie in difficoltà, docenti e operatori degli asili discriminati”.