Barbonetti a Boccia: “Le interrogazioni sono un mezzo per la democrazia”



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Avezzano. Dopo la denuncia di Barbonetti in procura, per la mancata risposta del sindaco alla sua interrogazione sulla Variazione di Bilancio, il vice sindaco Boccia ha risposto al consigliere che ora “minaccia” di presentare una querela per diffamazione.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del consigliere Barbonetti.

Egregio Vicesindaco Boccia,

non è la prima volta che mi insulti a mezzo stampa, ed è ora di dire basta. Sono costretto ad inviare al mio avvocato le ultime violente esternazioni nei miei confronti, gravemente lesive della mia dignità personale e professionale, affinché proceda nei Tuoi confronti con una querela per diffamazione o per un congruo risarcimento danni in sede civile, e dico subito che quanto risarcito sarà devoluto in opere buone.

Perché mi  insulti? La storia è sempre la stessa: ogniqualvolta presento, a norma di legge e nell’ambito dei miei diritti-doveri di consigliere, una interrogazione al sindaco Di Pangrazio, il sindaco non risponde e Tu mi ricopri di insulti. Ora basta. Ti ricordo che il consigliere interroga, il sindaco deve rispondere e deve rispondere entro 30 giorni. Questa è democrazia, caro Boccia, questo è quanto previsto dalle regole. Regole democratiche alle quali né Tu né il sindaco siete evidentemente abituati. Ogni volta che Di Pangrazio viene colto in fallo, ti scateni ed insulti pesantemente sul piano personale chi osa mettere solo in dubbio le scelte (fallimentari) di questa Amministrazione.

Vorrei ricordare, caro Boccia, che io sono un eletto dal popolo, Tu invece sei un nominato senza alcuna legittimazione popolare. Vorrei pure ricordare che io sono uno commerciante stimato e fortemente impegnato nel sociale da quasi quaranta anni, mentre Tu sei un “commercialista” che opera prevalentemente presso Enti pubblici con incarichi politici. A differenza dei maggiordomi del sindaco, non eletti da nessuno, il sottoscritto non deve campare di politica e non tornerà nell’ombra non appena il padrone sarà “licenziato” nell’urna dai cittadini di Avezzano. 

Sono ora costretto a tutelarmi per le vie legali, mi spiace, ma voglio continuare ad esercitare i miei diritti di consigliere comunale senza paura e senza subire le Tue quotidiane aggressioni che hanno il chiaro sapore della minaccia: mi inviti nei fatti a non parlare, altrimenti mi tocca la solita scarica di insulti sui giornali. Una situazione chiaramente intollerabile. Non voglio cadere nella trappola della rissa e dell’offesa gratuita, il terreno che tanto piace al Tuo sindaco – perché certamente non è il mio sindaco e presto non lo sarà neppure dei cittadini delusi dal vostro malgoverno. Mi spiace pure che né Tu né il Tuo sindaco volete prendere atto del vostro completo fallimento di Amministratori e, invece di ritirarvi a vita privata, provate ad alzare cortine fumogene, a buttarla in caciara, e questo fa tanto male alla città.

Per il futuro, il sindaco deve rispondere alle interrogazioni dei consiglieri, e se continua a non rispondere il suo comportamento sarà ogni volta segnalato alla Magistratura. Così è, così è la legge. I cittadini hanno diritto di sapere perché a Celano la TARI è scesa e scenderà, e perché invece ad Avezzano sarebbe potuta scendere da anni ed invece non è scesa, come hanno diritto di sapere come mai i conti del bilancio sono così “ballerini”, come hanno diritto di conoscere la reale sicurezza delle scuole, eccetera eccetera.

E’ la democrazia, caro Boccia, è ora che Tu ed il sindaco ci facciate l’abitudine, seppure a fine mandato. Non è mai troppo tardi per rinsavire!

Ed infine, mi dispiace il “fare finta” del presidente del Consiglio comunale.  Che delusione! Di Berardino dovrebbe difendere il diritto dei consiglieri ad esprimersi, ed insieme assicurare la giusta dignità dell’Organo che presiede. Ed invece ogni mese che passa, vediamo il Consiglio comunale abbassato di ruolo e di rango. E’ triste vedere la massima Assise degli eletti del popolo, la palestra della democrazia, laddove si dovrebbero elaborare le strategie sul futuro della città abbandonata,  ridotta al “bivacco di manipoli” di triste memoria. Mai la voce del presidente Di Berardino si è levata a difesa degli eletti del popolo, mentre il nominato Boccia li insulta un giorno sì e l’altro pure. Anche Di Berardino è nei fatti complice, con il suo silenzio,  della riduzione degli spazi di agibilità democratica operata dal sindaco e dal grande esternatore Boccia. Si rendono ormai inderogabili e necessarie le specifiche iniziative di legge a tutela dell’Istituzione “Consiglio comunale”, così umiliata dall’Amministrazione e così male condotta in questi anni senza luce, gli anni del sindaco Di Pangrazio e del suo fido Boccia.  

firmato, Alessandro Barbonetti-consigliere comunale




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