Avezzano, otto mesi fa l’annuncio su “Lo studio ambientale dei campi elettromagnetici”. Che fine ha fatto?



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Avezzano. Sono passati otto mesi dal proclama del Comune di Avezzano che “prometteva” un approfondito studio di settore sulle antenne presenti sul territorio della città.

Le antenne, tante e enormi, sono ancora tutte presenti. Ma del “famoso” studio di settore e del monitoraggio promesso nulla si sa.

“La giunta comunale di Avezzano approva la delibera che dà il via allo studio ambientale dei campi elettromagnetici per verificare l’impatto di tutte le antenne, nessuna esclusa, sul territorio comunale e sulla popolazione”, scrisse il Comune in un comunicato alla stampa che portava la firma dell’assessore all’Ambiente Roberto Verdecchia, che propose l’atto a marzo, “una decisione che nasce dall’esigenza di rispondere a tutte le interpellanze sempre più insistenti della cittadinanza. Il quadro normativo in materia non ci aiuta e spesso genera contenziosi e ricorsi che alimentano la confusione già esistente, che di sovente vedono l’Amministrazione condannata ad ingenti spese da parte della magistratura per aver negato il nulla osta alla realizzazione di alcuni impianti, nonostante i pareri favorevoli degli organismi pubblici di controllo competenti. L’aumento, nell’ultimo decennio, dei campi elettromagnetici sia per densità che per potenza è sotto gli occhi di tutti”, disse all’epoca Verdecchia, “e il fenomeno merita un maggior approfondimento per dare risposte concrete alla cittadinanza ed evitare disinformazione e strumentalizzazioni innestate, a volte, ad orologeria. Così, abbiamo ritenuto necessario, avviare un’attività di censimento e monitoraggio che durerà sino alla fine dell’anno, analizzando le onde elettromagnetiche nell’arco delle 24 ore, in tutte le aree sensibili del territorio comunale, al fine di verificare se vengono superati i limiti di esposizione stabiliti dal decreto legislativo n.259/2003 di 6 W/m, così da redigere un rapporto sullo stato ambientale valutando le criticità del caso, se esistenti. Se l’inquinamento dovesse superare i limiti di legge, allora il Comune potrà presentare denuncia all’autorità competente, cioè l’ARTA e revocare le autorizzazioni concesse; allo stato attuale l’Amministrazione comunale non ha mezzi di nessuna natura per superare la legge in materia, questo deve essere chiaro una volta per tutte”, concludeva nel comunicato il Comune, “l’attività che porremo in essere è estremamente specialistica e vedrà la rilevazione delle sorgenti di emissione, uno studio di settore, il monitoraggio, il finale rapporto ambientale e una specifica assistenza tecnica. L’Amministrazione comunale non ha alcuna intenzione di sottovalutare la problematica ma è decisa ad affrontarla valutando tecnicamente tutti gli aspetti del caso”.

Contattato telefonicamente l’avvocato Verdecchia ha spiegato che non avendo più la delega alle Attività produttive non ha seguito più la vicenda che è nelle mani del Suap (Sportello unico delle attività produttive).

Contattata la neo assessore alle attività produttive, Fabiana Marianella, ha dichiarato di non conoscere l’argomento e non amando parlare al telefono di queste cose avrebbe preferito l’invio di una mail che spiegasse l’argomento.

Intanto il comitato di Paterno che chiede di togliere l’antenna installata nella frazione promette di “riscendere in campo per continuare la battaglia”.

 

Ha collaborato Antonella Valente




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