Avezzano, concorso vigili urbani. Sociali: “E’ illegale, ecco perché”



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Avezzano. Già qualcuno in città aveva storto il muso. Di questi chissà in quanti, però, hanno trovato già il “coraggio” di denunciare quanto accaduto ad Avezzano con l’ultimo concorso per l’assunzione di agenti di polizia locale.

A “non aver paura di parlare”, per l’ennesima volta, è Giancarlo Sociali, comandante della polizia locale associata dei Comuni di Aielli, Cerchio, Collarmele, Bisegna e Ortona. Lo stesso “silurato” dal Comune di Ovindoli, qualche anno fa, quando con una domanda di mobilità chiese di poter arrivare alla cittadina montana come comandante del servizio (era stato esperito un regolare concorso a cui fu poi cambiata la categoria) ma all’epoca si “ingegnarono” con una delibera “ad hoc” che ha fatto finire sotto inchiesta e ora sotto processo, l’allora sindaco Pino Angelosante, il suo vice Marco Iacutone e un assessore.

Insomma, ancora una volta Sociali torna a denunciare come le amministrazioni pubbliche spesso “se la cantano e se la suonano da sole” senza che nessuno si rivolga all’autorità giudiziaria, quantomeno per far verificare se davvero quel concorso abbia o no tutti i requisiti per “esistere”.

Questa volta il comandante di polizia locale denuncia l’accaduto sulle pagine del suo nuovo blog, che porta il suo nome e da cui promette “battaglie di civilità”.

Chissà in quanti, blog alla mano, si appelleranno alla legalità mancata e faranno ricorso. Ad Avezzano a far chiacchierare è il fatto che il concorso porta la bandiera della “Marsicanità”. Se non si è residenti nella Marsica, si è fuori. Se si può fare? Sociali dice di no. Staremo a vedere.




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