Amara terra mia, il corto di Attila Trasciatti girato a Scurcola con Simona Di Profio e Matteo Frezzini



Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print

Scurcola Marsicana – “Amara terra mia” è uno splendido ed evocativo corto in bianco e nero diretto da Attila Trasciatti, un giovane regista nato a Roma ma cresciuto a Scurcola Marsicana. Attila, il cui nome tradisce le sue origini (materne) ungheresi, vive da anni a Budapest anche se il suo cuore e la sua scintilla creativa sono legati alla nostra terra. Il corto, nato dalla sinergia tra Italia e Ungheria, si è aggiudicato il Premio della giuria come miglior “Short-Best Drama Film” presso “Europe Film Festival 2021“. Abbiamo contattato Attila per conoscere i dettagli che lo hanno portato a girare “Amara terra mia” proprio a Scurcola.

L’intento è quello di far rivivere degli attimi perduti, dei tempi (in tutti i sensi) di cui non abbiamo più memoria o ne abbiamo memoria passiva” ci spiega il regista. “Amara terra mia”, come molti avranno notato, richiama il titolo di una toccante canzone portata al successo molti anni fa da Domenico Modugno ma reinterpretata, nel tempo, da numerosi altri artisti. E il titolo del corto ha, evidentemente, una certa connessione con il brano.

L’idea mi è venuta praticamente per caso” ci racconta Attila “perlomeno la coscienza dell’idea, ascoltando una playlist casuale mentre stavo andando verso Avezzano per tornare a Budapest dopo le vacanze di Natale. Mi trovavo alla curva della Cardosa ed è partita Amara terra mia proprio mentre stavo malinconicamente guardando i campi. Da lì non ci è voluto molto a elaborare la storia“. Da qui una riflessione sul legame con le proprie radici e con la propria terra di nascita ma anche il racconto amaro di chi ha dovuto di andarsene per cercare un futuro migliore per sé e per i propri figli.

E’ un racconto d’altri tempi “Amara terra mia“, i tempi in cui i paesi si svuotavano per via di quel fenomeno che chiamiamo “migrazione” che ha portato molti marsicani (e non solo) a decidere di abbandonare tutto e di rifondare altrove la propria vita: in città italiane ma anche in America, in Australia, in Argentina, in Francia, in Germania e oltre.

Per Attila il corto “Amara terra mia” è una sorta di dimostrazione di affetto nei confronti del luogo in cui è cresciuto: “Scurcola per me è un passo importante, e forse rappresenta il periodo più formativo della mia vita dove ho passato 13 anni. È un paese stupendo, che amo, e questo vuole essere un piccolo omaggio per ridare qualcosa di quel tanto che ho ricevuto“. Il corto è stato girato a Scurcola a fine agosto 2020, poi la post-produzione, i ritardi dovuti al Covid ma, alla fine, nel mese di marzo 2021 è stato completato.

Sequenze volutamente in bianco e nero di un lirismo che emoziona e coinvolge. Gli interpreti principali sono l’avezzanese Simona Di Profio e lo scurcolano Matteo Frezzini. Ed è proprio Matteo ad averci raccontato le sue impressioni personali sull’opera: “Mi è stato chiesto di interpretare il ruolo di un ragazzo che, ancorato alla promessa di qualcosa di grandioso, non si cura della partenza della sua cerchia di amici” spiega Matteo “Ho sempre avuto il piacere di partecipare a rappresentazioni teatrali sin da quando ero un teenager. Vivere e sentire le emozioni di un addio strappato sulla strada delle possibilità è stato come vivere un sogno infranto, una promessa di qualcosa di grandioso con il rammarico della solitudine ad aspettare che la delusione del sogno infranto sciamasse. Sarà anche un po’ malinconica l’immagine che descrivo ma nel rappresentare lo stato d’animo del personaggio ho provato emozioni contrastanti ed ho cercato di trasmetterle in gesti ed espressioni. L’esperienza è stata entusiasmante, oltre al fatto di avere proposto il corto “Amara terra mia” in festival internazionali ed essere stati premiati è stato un attestato di riconoscenza del buon lavoro svolto“.

Il corto di Trasciatti narra una semplice storia d’amore, tutto sommato. Una storia d’amore nascente, di quell’amore che, forse, hanno vissuto i nostri nonni o i nostri bisnonni, fatta di qualche sguardo sfuggente, sorrisi rubati, parole non dette e un’attesa scandita dai rintocchi delle campane. “Amara terra mia” è la visione di ciò che non dovremmo mai dimenticare di essere stati. Attila ne ha immortalato, con estrema raffinatezza e preziosa maestria, il senso più profondo. Il regista ha in programma altri lavori: “un corto in primavera e uno in estate. Il primo qui a Budapest, il secondo nuovamente nella Marsica“. E noi lo aspettiamo.