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Comune di Avezzano

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I vescovi, specialmente quando la Diocesi era assai vasta ed in particolar modo per le parrocchie di campagna, nominavano un loro preposto con mansioni di vigilanza per una determinata zona di territorio sul quale si estendeva la sua giurisdizione. Le parrocchie di Albe, Antrosano, Massa D’Albe, Massa Corona, Castelnuovo e Forme, facevano capo al vicario foraneo di Albe, un paese che, per i suoi gloriosi trascorsi storici, per la sua posizione centrale e per il suo felice posizionamento sui tre colli, fatto non trascurabile poiché più difendibile dagli assalti dei nemici, aveva sempre conservato una certa considerazione ed un notevole prestigio sino a quando il terremoto del 1915 non la rase completamente al suolo.

Antrosano, nei secoli scorsi e sino a circa quarant’anni orsono, era lontana dal]e frequentate vie di comunicazione, importanti o secondarie che fossero: vi si arrivava, tramite sconnesse strade di campagna, da Cappelle, da Avezzano e da Massa d’Albe. Si tenga conto che anticamente le ultime case della vecchia Avezzano erano situate attorno all’aia (poi diventata Piazza Torlonia) e la ferrovia Roma Sulmona e la relativa stazione non erano state ancora costruite e lo furono soltanto nel 1888. Antrosano, insomma, era un paese isolato che viveva dei lavori della campagna e di un modesto artigianato appena sufficiente a soddisfare i bisogni locali. Le occasioni per una visita ad Antrosano erano rarissime ed una di queste era rappresentata dalla visita pastorale periodica dei vescovi. Il Vescovo rappresentava una vera e propria autorità non solo religiosa e morale.

Spesso il campo politico era soggetto a continui mutamenti dovuti alle lotte tra i casati eredi dei privilegi feudali, alle dominazioni straniere, alle prime lotte risorgimentali, al banditismo, alla prepotenza ed ai soprusi dei grossi proprietari terrieri. Il Vescovo, nominato tale per la Grazia di Dio e della Santa Sede 3postolica, era immediatamente soggetto alla medesima Santa Sede e soltanto ad essa: per questo, dunque, rappresentava un punto di riferimento stabile, poco soggetto agli umori ed alle vicissitudini della mutevole situazione economica, politica, sociale e militare. La visita del Vescovo, che per l’occasione amministrava anche il Sacramento della Confermazione o della Cresima, rappresentava un autentico avvenimento alla vigilia del quale l’intera popolazione, il parroco ed i religiosi tutti, la congrega e le altre associazioni cattoliche, avvertivano il bisogno di preventiva adeguata preparazione.
Il Vescovo era sempre accompagnato dal convisitatore, normalmente il Vicario Generale della Diocesi. Della visita veniva redatto un minuzioso verbale nel quale veniva registrata l’ora dell’inizio e della fine della visita, l’itinerario seguito dal corteo, le associazioni presenti, le omelie pronunziate e lo stato di conservazione dell’edificio per il culto, degli arredi e delle effigi sacre.
Sino al secolo scorso i verbali erano scritti in un latino volgare o, come dice Mario Di Domenico (Gli Statuti antichi di Avezzano), in latinese curiale, tipico dall’inizio del secolo.

Presso l’archivio storico diocesano sono conservati i verbali dal 1635: dalla loro lettura potrebbero trarsi elementi utili per ricostruire la storia di Antrosano degli ultimi secoli; e necessario, pero, sottolineare numerose difficoltà:
– per i traslochi dell’archivio, il terremoto, le guerre e qualche probabile manomissione o trafugamento, mancano alcuni verbali; taluni verbali sono incompleti perché la visita non e stata portata a termine nell’intera Diocesi o perché parti di essi sono stati asportati;
– Antrosano, talvolta, non viene affatto citato o viene appena menzionato all’interno del verbale riguardante Albe o Cappelle;
– i verbali, a parte il latino non sempre traducibile, recano di tanto in tanto abrasioni, cancellature o parti scolorite e illeggibili.

Dal 1635 al 1966 (332 anni), ben 22 vescovi furono chiamati a dirigere la Diocesi dei Marsi e di questi i più assidui visitatori furono Francesco Berardino Corradini (n’ 10 visite pastorali), Giovanni Camillo Rossi (5), Enrico De Dominicis (4), Pio Marcello Bagnoli (5) e Domenico Valerii (4).
Notizie certe delle visite ad Antrosano sono relative a:
– Lorenzo Massimi, appartenente a famiglia romana, vescovo dal 1635 al 1648: visite del 1639 e 1645;
– Diego Petra, vescovo dal 1644 sino al 1680, anno in cui fu trasferito a Sorrento (visita effettuata nel 1672);
Francesco Berardino Corradini (1680-1719): visite del 1684, 1689, 1690, 1694, 1696, 1700 e 1710;
– Muzio De Vecchis (1719-1724): visito Antrosano nel 1723;
Giacinto Dragonetti (1724-1731), proveniente dall’Aquila, incarico il suo Vicario Don Agostino Giannini di effettuare la visita in sua vece: non viene menzionata Antrosano;
– Giuseppe Barone (1731-1741): visita del 1732;
– Domenico Brizzii (1741-1761): visita del 1745;
– Giuseppe Bolognese (1797-1805): visita del 1800 nella quale Antrosano viene nominata nell’indice iniziale ma non si rinviene il relativo verbale;
Giovanni Camillo Rossi (1805-1819): visite del 1805, 1809, l 814,1815, 1816 e 1817;
– Giuseppe Segna, proveniente da Poggio Cinolfo (1824-1843): visita del 1833;
– Federico Di Giacomo (1872-1885): visita del 1874 per la quale Antrosano viene citato inizialmente ma non si rinviene verbale;
– Enrico De Dominicis (1885-1896): visite del 1887, 1889 e 1894;
Marino Russo (1896-1905): dal 1903 al 1905, pero, la Diocesi fu vacante e retta dal Vicario Luigi Colantoni. La visita fu effettuata nel 1887;
– Francesco Giacci (1905-1911): visita del 1907;
– Pio Marcello Bagnoli (1911-1945): visite del 1912, 1916 (solo per l’Amministrazione della Cresima), 1927, 1932, 1937 e 1941;
– Domenico Valerii (1945-1974): visite del 1947, 1956, 1961 e 1966.

Nel corso di circa quattro secoli si passa, per la corruzione che inevitabilmente subisce tanto la lingua parlata quanto quella scritta ed i toponimi, da Androsciano ad Androsano ed infine ad Antrosano. Tranne la solita rituale descrizione delle chiese, delle icone, delle statue e degli arredi sacri, non vi sono annotati elementi degni di essere sottolineati. Nel verbale di visita dell’ 11 ottobre 1798 di Mons. Giuseppe Milanese a Cappelle, viene citato Don Vincenzo Altobelli, di anni sessanta, curato di Antrosano, nominato dall’università. Interessante, invece, e la visita del 27.05.1811 del vescovo Camillo Rossi durante la quale viene elogiata la famiglia Pace che possedeva una dignitosa cappella privata.

Sull’altare maggiore della chiesa dedicata a S.Giuseppe, gli stessi Pace esercitavano il diritto di patronato che consisteva nel proporre al vescovo il nome del sacerdote e di nominarlo dopo che il responsabile della Diocesi aveva dato la sua approvazione. I Pace avevano creato una rendita (terreni e case) con il ricavato della quale si provvedeva ad abbellire e mantenere il decoro di tale altare. Trattasi di una delle pochissime volte in cui si esprimono lodi per la pulizia riscontrata. Nel 1887 Mons.Enrico De Dominicis, arcivescovo di Amalfi ed amministratore apostolico della Diocesi dei Marsi, accompagnato dall’abate curato Don Filippo Gasperini, proveniente da Marano, verso le ore tre e trenta pomeridiane del 16 aprile discese verso Antrosano dove pervenne alle sei pomeridiane ricevuto dall’abate curato, dalla Confraternita e da un grande entusiasmo popolare.

Lo stesso De Dominicis, il 20.06.1890, dopo aver sostato in S.Pelino, accompagnato dal convisitatore Angelini, discese per visitare Castelnuovo, Albe edAntrosano; tornato a S.Pelino, il giorno dopo seguente ventuno ridiscese per visitare la parrocchia di Forme. Ancora il De Dominicis, il 9.06.1894, effettua la terza visita pastorale ad Antrosano, accompagnato dal convisitatore Don Luigi Colantoni. Il relativo verbale segna uno spartiacque tra il vecchio ed il nuovo secolo che si avvicina: per la prima volta si inizia a redigere in italiano anche se, verso la fine del diario, si torna al latino.
Con Francesco Giacci, l’uso della lingua italiana diventa una costante ed il latino viene definitivamente messo in disparte: siamo al 1907, nel pieno del XX Secolo, con i tempi mutati.

Mons.Francesco Giacci, nativo di Rocca Priora e proveniente da Frascati (ov’era vescovo ausiliare del titolare Serafino Vannutelli), prese possesso della Diocesi il 17 dicembre 1904 e subito revoco l’incarico di Vicario Capitolare all’arcidiacono Luigi Colantoni. Giacci, come riferisce Mons.Giuseppe Di Iorio “, trovo una precaria situazione morale del clero e di una rilevante porzione del popolo cristiano. Il vescovo constato come tale situazione fosse dovuta per la maggior parte alla insufficienza, negligenza e trascuratezza dei sacerdoti. La vita e i costumi di non pochi di essi non erano più conformi all’onesta e santità dei ministri di Dio. In qualche parrocchia, ove operavano più sacerdoti, la fraternità era soffocata da rivalità, discordie, manifestazioni di odio fino al punto di offendersi, ingiuriarsi, minacciarsi a vicenda non solo in pubblico ma perfino in chiesa durante le funzioni.

Il lavoro da svolgere, dunque, era immane ed i provvedimenti di riforma morale, disciplinare e pastorale del clero erano tanti: per rendersi personalmente conto di quanto accadeva e dello stato degli edifici per il culto, intraprese nel 1907 la sua accurata visita pastorale. Il 10 dicembre, dopo aver visitato Antrosano, fece redigere un decreto nel quale si sottolineavano moltissimi aspetti negativi riscontrati: la carente nettezza del tabernacolo della SS. Eucarestia, il merletto del corporale sdrucito e anche poco pulito, le cornici e le parti superiori impolverate, le tovaglie troppo vecchie e bucate, i vetri rotti e le cornici scrostate… la scarsa pulizia del vaso che conteneva l’acqua benedetta, le reliquie molto irriverentemente riposte in un credenzino del genuflessorio, la sconcezza di talune scritte sulla bussola posta dietro l’altare, il trasporto dei defunti ed il funerale con una cassa comune, i Crocefissi per le processioni anneriti.

Si dice, poi, che nella chiesa della Sacra Famiglia appartenente ai signori Pace, la facciata e rustica ancora come all’epoca della costruzione. Il Sig. Abate esorti i signori di provvedere a decorarla convenientemente. Le parti interne…debbono essere imbiancate specialmente nella parte inferiore ove appaiono annerite, nelle finestre mancano molti vetri…le molte reliquie debbono essere custodite con maggiore riverenza… I tempi sono mutati e per la prima volta si parla espressamente e concretamente dei beni materiali: la breccia di Porta Pia e avvenimento accaduto 37 anni prima ed il Concordato tra lo Stato e la Chiesa e lungi dall’essere siglato! Dia immantinente messa in esecuzione la Disposizione Sinodale sui legati. Il Sig. Abate faccia, quindi, la nuova tabella dei legati inerenti la parrocchia, chiesa o confraternita e la tenga appesa nella sacrestia. Di più in apposito libro registri tutte le messe… indicando il giorno della celebrazione… e le messe offerte dai fedeli in occasione di Feste o funerali. In ultimo quelle delle messe per le anime del Purgatorio in soddisfazione di collette fatte a tale scopo.

Per queste ultime sarà indicata la somma raccolta e quindi registrati gli uffici e le messe celebrati. Cosi sarà ogni anno accuratamente dovendo tale libro essere custodito in archivio. Il Sig. Abate si farà un dovere… di formare un archivio con ogni diligenza radunando scritture, titoli, documenti riguardanti i beni ecclesiastici. Descriverà in apposito libro tutti i detti beni notando per ognuno la qualità, quantità, località, confini…aggiungendo piante catastali ed altre indicazioni utili… sarà fatto un catalogo od inventario di quanto alla Chiesa appartiene in qualsiasi modo. Infine nel termine più breve sarà fatto uno stato esatto attivo e passivo della mensa parrocchiale descrivendo con coscienziosa accuratezza tutti i proventi ed oneri di qualsiasi natura…
Il Vescovo Giacci, come noto, fu apertamente contestato da una parte del clero e, turbato e deluso, si dimise nel 1909.

Nel 1911 fu nominato vescovo Pio Marcello Bagnoli, autoritario ed inflessibile: in 34 anni effettuo ben 5 visite pastorali (1912, 1927, 1932, 1937 e 1941).
Nel 1912 fu accolto in Antrosano nella Chiesa dell’Immacolata Concezione dall’abate Don Vincenzo Giusti (gia parroco di questo paese) e dal coadiutore Don Giovanni Ferrazza. Furono visitate, poi, le chiese di S.Croce e di S.Giuseppe. Il presule espresse soddisfazione per l’attività e lo zelo del parroco e del coadiutore. Al termine del verbale di visita, c’e un’annotazione che integralmente viene qui di seguito riportata: nella forania di Albe non fii assunto convisitatore il vicario proprio Don Giovanni Silvestri, perché malato, ne quello della forania di Magliano, Don Vincenzo Del Manso, perché anch’esso ridotto in cattive condizioni di salute, tanto che colpito da improvviso malore l’otto giugno, cesso di vivere la notte del dieci. Nel 1927 giunse ad Antrosano il 22 maggio alle 7,30, accompagnato dal segretario Don Vincenzo Giusti: amministra il sacramento a ben 150 fedeli, dei quali 20 bambini di prima comunione.

Durante la visita alla chiesa, nuovamente incominciano… le dolenti note!
La pulizia della chiesa non e mantenuta come si deve. La pila dell’acqua santa e stata trovata molto sporca e lo stesso il Fonte Battesimale… anche i vasetti degli olii santi sono indecenti, quindi si facciano riargentare o si comprino nuovi con bicchiere di cristallo… si accomodi la porta della chiesa e si munisca di forte serratura che attualmente manca. II sottoquadro della Madonna di Pietraquaria che trovasi nell’altare laterale sinistro sia rimosso e messo in sacrestia… infine facciamo obbligo al parroco di costituire subito un comitato per i restauri della chiesa e sollecitare ogni pratica per questi lavori, perché non debba passai-e il tempo utile per godere i benefici di legge.
Il 24 aprile 1932, alle ore otto, effettua la terza visita: ricevuto dal parroco Don Romeo Subrizi e dalla popolazione quasi al completo. Rivolge al popolo un discorso mettendolo in guardia dalla propaganda protestante. Amministra la cresima a 100 bambini.

Cambia parroco ma le critiche al modo di tenere la chiesa sono sempre le stesse: … La porta… deve essere accomodata e provvista di buona serratura… la chiesa sia tenuta con maggiore proprietà e pulizia, togliendo dagli altari i candelieri indecenti… e che in chiesa durante le sacre funzioni sia mantenuto da tutti rigoroso silenzio. Bagnoli, come si può osservare, e sempre mattiniero: alle 8,30 del 6 aprile 1937, visita per la quarta volta Antrosano: viene accolto dal parroco Don Carlo Grassi, dalla locale Congregazione, dalle associazioni cattoliche e dal popolo quasi al completo. Amministra la cresima a 90 bambini. Di nuovo critiche alla manutenzione della Chiesa in particolare per l’umidità che appare alla base di quasi tutte le pareti. Si prescrive di rilegare il vecchio registro dei battezzati e completati nelle annotazioni tutti gli atti dei matrimoni concordatari.

L’ultima delle visite pastorali di Bagnoli viene effettuata l’otto giugno del 1941 a guerra inoltrata: viene ricevuto dal parroco Don Orlando Di Iorio del quale si parlerà in altra parte di questa storia. Amministra la cresima ai bambini gia pronti che poi vengono esaminati nel catechismo. Gli esaminatori rimangono un po’ delusi perché i bambini, attesa la capacita del M.R. Signor Parroco, non sono molto preparati. Per la prima volta Bagnoli si lascia andare in sottolineature positive: Si e constatato che le prescrizioni della visita precedente sono state quasi tutte osservate e di ciò ne va fatto un encomio al parroco attuale. Il 17 gennaio 1945, la guerra era terminata nella Marsica ma non in Italia, muore Bagnoli ed assume la responsabilità della Diocesi Mons. Domenico Valerii di Montorio al Vomano (TE).

Accompagnato dal convisitatore Mons. Giovanni De Medicis, alle ore 11 del primo novembre 1947 viene effettuata la prima visita pastorale: lo accolgono il parroco antrosanese Don Vincenzo Bianchi ed il parroco di Albe Don Vittorio Braccioni. Rivolge un discorso al popolo, raccomandando il rispetto per la roba degli altri e ad evitare la bestemmia. Viene amministrata la cresima a 26 bambini, previa interrogazione sul catechismo a cui i bambini sono sufficientemente preparati. Durante la visita alla Chiesa, anche Valerii non può non sottolineare come la chiesa deve essere ripulita… si deve riparare la parete a nord che presenta tracce di umidità e il tetto… il confessionale, che sembra un vecchio cassone, deve essere accomodato decentemente… le pile dell’acqua santa devono essere tenute pulite. Il Battistero deve essere tenuto anche pulito a modo… Nelle Osservazioni alle risposte del questionario sulla visita, si dice, tra l’altro: Bisogna insistere molto, nella predicazione, contro la bestemmia e la profanazione della festa, esigere, con purezza e carità, che i Comitati delle feste obbediscano al parroco e diano il rendiconto, eliminare con prudenza l’abuso dell’asta per il trasporto delle statue e per il momento ottenere almeno che si faccia fuori della chiesa…

Sempre accompagnato da Mons.De Medicis, l’ultimo giorno del 1956 effettua la seconda visita: trova ad accoglierlo sempre il parroco Don Vincenzo Bianchi.
Si consiglia di sostituire la balaustra di granito che non si intona con lo stile della chiesa, di riparare i gradini dell’altare maggiore… di sostituire il confessionale con uno nuovo, perché quello esistente e in uno stato pietoso. Per il resto trova tutto in ordine, compresi i registri regolarmente aggiornati.
La terza visita ha luogo l’undici maggio 1961: viene accompagnato dal suo Vicario Don Remigio Macro e dal suo segretario particolare Don Martino Valerii che e anche suo nipote. Finalmente si compiace col parroco per aver curato i restauri secondo i consigli della seconda visita pastorale.

L’ultima visita, la quarta, si effettua il 29 maggio 1966, festa dell’Ascensione. Amministra la cresima a 13 bambini. Anche questa volta trova tutto in ordine, chiesa e registri. Prima di ripartire alla volta di Avezzano, Valerii assicura i fedeli di Antrosano che si sono trasferiti con le loro famiglie nella pianura sottostante al colle, ogni sua premura per la costruzione di una Cappella, resasi necessaria perché quella parte della popolazione possa facilmente ascoltare la S.Messa nei giorni festivi: viene sottolineato, insomma, uno dei problemi sorti a causa dell’iniziale espansione del paese verso Avezzano!
Dei vescovi succeduti a Valerii, Vittorio Ottaviani (1974-1977), Biagio Vittorio Terrinoni (1977-1990) e Armando Dini (1990-1998), non esistono in archivio diari delle visite pastorali poiché, com’e facilmente intuibile, essi fanno parte degli archivi personali e non sono stati di conseguenza ancora versati.

Note
(1) Di Iorio Giuseppe – Pio Marcello Bagnoli Vescovo dei Marsi – 1998.

Testi tratti dal libro Antrosano memoria e storia
(Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi)

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Visite Pastorali-Antrosano

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