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Comune di Avezzano

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Quel che stiamo per raccontare e una storia vera, verissima, raccontataci da uno dei protagonisti. Intorno agli anni 1951-52-53 Antrosano aveva belle donne, non tanto raffinate o eleganti, ma robuste e di buoni lineamenti, una gioventù prosperosa e piacente tanto da richiamare l’attenzione dei paesi confinanti. Non c’erano le discoteche, si ballava in casa di qualcuno che aveva una stanza disponibile ed al suono del grammofono si radunava, no diversi giovani desiderosi di conoscere ragazze del posto; il ballo era l’unico approccio per incontri clandestini.

Il giorno di domenica e giorno di riposo e di svago, giorno di allegria e di piacevoli passeggiate lungo le strade del paese, raramente si sconfinava in periferia o per i campi, per le giovani che oltrepassavano i limiti del paese ed erano spiate da qualche malelingua accadeva il finimondo. La ragazza veniva, anche se innocente, considerata una civettuola e poco affidabile. Incontrarsi con un giovanotto era difficile se non c’era la preventiva accondiscendenza della famiglia. I giovani più assidui del paese erano quelli di Paterno che con le biciclette, dopo aver percorso Via Romana, raggiungevano Antrosano prima dei giorni di festa e successivamente anche nei giorni feriali. Con il passare dei mesi le frequentazioni si infittirono tanto che si erano formati gruppi di circa trenta forestieri che ballando… ballando corteggiavano e si fidanzavano con le più belle ragazze del paese. I giovanotti del posto, vistisi sfilare sotto il naso le presunte fidanzate, si riunirono per prendere una decisione e per lanciare un primo avvertimento ai paternesi.

All’entrata del paese, come riferisce il costruttore geom. Dante Amatilli, su una facciata di una casa posta all’altezza di Fonte Rio scrissero: Vietato fare l’amore ai forestieri. La scritta non rallento le visite degli spasimanti che ormai avevano intrecciato rapporti amorosi sul posto. Altro avviso minaccioso fu quello di bucare le ruote delle biciclette con la speranza di scoraggiarli, furono tentativi che non produssero alcun effetto. Ormai i giovanotti di Paterno si erano invaghiti alla follia. Il braccio di ferro tra la gioventu di Antrosano e di Paterno aveva toccato i tasti della gelosia, i primi decisi a difendere il loro onore, i secondi a non mollare la preda. Il concetto di possesso e molto sentito ad Antrosano sia per i beni immobili che per quelli del cuore e del sentimento.

Le ragazze furono avvertire di non intrattenersi più con i forestieri e tanto meno di ballare con loro la domenica. Furono discorsi inutili a chi gia aveva intrecciato rapporti amorosi con i ragazzi di Paterno. I giovani di Antrosano si riunirono, segretamente, per studiare una strategia da prendersi e per allontanare le frequenti visite. Era una questione di orgoglio. Con i forestieri ci stanno e con noi no, dicevano tra di loro i giovani di Antrosano. Finalmente si decisero a prendere severi provvedimenti. Una sera, mentre le ragazze ballavano con i forestieri, i giovani, armati di sega ed accetta, tagliarono tronchi di olmi e li sistemarono nei pressi della strada d’ingresso al paese, dove c’era la scritta Vietato fare l’amore ai forestieri, e la chiusero al passaggio dei ciclisti. I giovanotti di Antrosano si nascosero nei pressi per verificare quanto potesse accadere. Vicino Fonte Rio non c’era la luce elettrica, era notte fonda quando i forestieri, avviatisi per far ritorno al loro paese, finirono nella trappola.

Caddero rovinosamente sui tronchi d’olmo e dai nascondigli uscirono armati di bastoni i baldi giovanotti di Antrosano. Le bastonate furono tante, qualcuno tento pure di ribellarsi, ma inutilmente. I ragazzi di Paterno riportarono escoriazioni in diverse parti del corpo, echimosi e sospette fratture tanto che alcuni dovettero farsi curare dai medici di fiducia, altri furono ricoverati all’ospedale civile di Avezzano. Il giorno dopo l’imboscata iniziarono le indagini dei carabinieri della compagnia di Avezzano. I colpevoli furono individuati e denunziati all’autorita giudiziaria. Davanti al collegio giudicante del tribunale di Avezzano sfilarono testimoni per individuare gli autori della vendetta e per comminare le adeguate pene. Molti se la cavarono per insufficienza di prove, altri per non aver commesso il fatto. Il collegio giudicante aveva capito che era stata una bravata di gioventu, atto di gelosia spinta fino alla cacciata dei forestieri e non uso la mano pesante. I giovani di Antrosano protagonisti di quella solenne lezione appartenevano a buone famiglie del posto. I tempi sono cambiati, i rapporti tra i due paesi sono buoni e i matrimoni misti nelle due parrocchie sono frequenti e ben accetti.

Testi tratti dal libro Antrosano memoria e storia
(Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi)

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Vietato fare l'amore ai forestieri

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