Viaggio in Spagna

Testi di Don Vincenzo Amendola maggiori info autore
Giulio Mazzarino, sui 17 anni, ebbe un’occasione inaspettata per allargare la sua conoscenza del mondo e degli uomini. Egli era diventato amico intimo e confidente del figlio di don Filippo Colonna, connestabile di Napoli, il futuro cardinale Girolamo. Questi doveva recarsi in Spagna per studiare diritto all’università di Alcalá, ancora celebre a quei tempi, ed anche per introdursi alla corte di Madrid, una delle più potenti di allora. Girolamo scelse come amico e compagno di viaggio e di studio Giulio, che accettò con entusiasmo.
Arrivati in Spagna, essi non trascurarono gli studi e gli altri doveri, ma trovarono il tempo e i modi anche per soddisfare la passione del gioco e per fare la corte alle donne.

Giulio non conobbe più freni e, nonostante che il giovane padrone Girolamo avesse stretto i lacci della borsa, continuò sulla strada dei divertimenti spenderecci. Egli aveva conosciuto anche una ragazza molto bella, figlia di un notaio di Madrid, della quale si era invaghito. Quando si trovò a corto di quattrini, vinse ogni reticenza e accettò un prestito dal notaio. Ma la fortuna sembrava averlo abbandonato e non poté più far fronte ai suoi impegni. Il notaio aveva capito che l’indole del giovane cliente era molto migliore di quanto le contingenti apparenze mostrassero: non gli sarebbe pertanto dispiaciuto far entrare nella propria famiglia un tipo intelligente e capace come l’italiano, amico di signori potenti.

Egli perciò propose a Mazzarino di sposare la propria figlia e tutto sarebbe stato cancellato e dimenticato. Giulio, a cui la ragazza piaceva veramente, accettò e confidò tutto all’amico protettore Girolamo. Questi ascoltò pazientemente ogni cosa e si mostrò contento della felice soluzione. Ma il Colonna, che conosceva il valore del suo giovane protetto e intendeva avvalersi di lui in ben altro modo, non poteva perderlo così facilmente. Girolamo un giorno chiamò Giulio e gli disse che aveva urgente bisogno di comunicare al padre don Filippo delle notizie assai riservate; nessuno sarebbe stato più fidato di lui per far recapitare a Roma lettere così importanti. Giulio non poteva rifiutare il favore all’amico e padrone, il quale, oltre tutto, si offriva di pagare il debito al notaio, prima che il protetto partisse, perché non avesse timori e scrupoli.

Così Mazzarino tornò a Roma nel 1621. Girolamo nella lettera al padre non parlava d’altro che dell’avventura di Giulio; e a don Filippo non fu difficile convincere il giovane a restare a Roma. Qui egli si decise ad abbandonare la vita dissipata del gioco e delle donne: era ora che cominciasse a pensare al suo avvenire con più serietà e impegno. Difatti,, si rimise a studiare e dopo qualche anno conseguì il titolo di dottore in utroque, cioè si laureò in diritto civile e in diritto canonico, presso il Collegio della Sapienza a Roma.

Si riaccese in lui anche l’amore per le arti. Raccontano i biografi che nel 1622, in occasione della canonizzazione di S. Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, e di S. Francesco Saverio, missionario nelle Indie, era stata allestita una recita scritta dal padre Vincenzo Guiniggi, ma all’ultimo momento era venuto a mancare l’attore principale, quello che doveva interpretare la parte di S. Ignazio. Fu chiamato Giulio, che in poco tempo apprese il testo, indossò i costumi del protagonista e fece una splendida recita: « Egli interpretò con genialità il Santo che aveva combattuto le potenze del male e aveva trionfato sull’eresia ».

Fu un autentico successo e la stima verso il giovane intelligente e versatile continuò a crescere fra i coetanei e fra i superiori.Dobbiamo notare, però, a questo punto, che Giulio Mazzarino divenne un intenditore delle arti, un amatore dal gusto raffinato, ma non era un artista. Col passare del tempo questa caratteristica diventerà sempre più evidente ed egli si trasformerà in uno dei più celebri collezionisti di opere d’arte. Così egli sarà un uomo istruito e attento ai fatti della cultura, ma non un uomo di studi. Tutto l’orientamento della sua vita si volgerà all’azione, alla diplomazia, alla politica, all’organizzazione.