Comune di Gioia Dei Marsi

Testi a cura del prof. Angelo Melchiorre maggiori info autore
Le feste religiose attualmente in uso nel paese di Aschi (sia in Aschi Alto, sia nei Casali) sono quelle del 2-3 luglio (S. Antonio e Madonna delle Grazie) e del 6 agosto (SS.Mo Salvatore), cui in Casali d’Aschi si aggiunge la celebrazione della Madonna delle Grazie). Accanto a queste, che sono le feste « storiche », sono da ricordare quelle più recenti, dalla festa della Madonna del Consiglio (del 26 aprile) alle manifestazioni religiose del settembre (la Madonna dell’Addolorata; il pellegrinaggio alla « Croce »).

In questa sede, però, interessa conoscere quali fossero le feste nel passato, quando e come esse venissero solennizzate. Qui di seguito, pertanto, riporterò alcune testimonianze inedite, ricavate da documenti d’archivio, proponendomi però di evitare qualsiasi interpretazione e qualsiasi tentativo di confronto (lavoro che lascerò ai pazienti lettori di questo mio modestissimo scritto). Capodanno:« lo fui presente, et intervenni colla cotta in detto giorno al Vespro, processione del Rosario, esposizione del Venerabile, e processione col medesimo fatte nella nostra Chiesa come al solito », oltre naturalmente alla esposizione solenne delle reliquie (il « reliquiario » comprendeva reliquie dei seguenti Santi: S. Nicola, S. Cristoforo, S. Andrea Apostolo, S. Ursula, S. Francesco e S. Leonardo), al canto del « Pange lingua » e all’accensíone di numerose candele in chiesa e lungo tutta la processione 47.

S. Antonio Abate:« La notte del mercordì sedici del passato Gennaro su le tre ore in circa uscii cantando per Aschi mia patria con Pietro Ettorre, Luigi Ferrante, Pietro d’Angelo e Bartolomeo Gentile, ed andassimo a cantare sotto la casa di Troselina ». Il canto di questa « panetta » del 1771 viene accompagnato dal suono della chitarra 48.

Feste di primavera:
Nei documenti d’archivio vengono spesso ricordate le seguenti feste o manifestazioni religiose: la processione del Venerdì Santo, la questua di Mezza Quaresima, il giorno di S. Marco (citato molto spesso), la festa di Santa Croce i primi giorni di maggio (49).

Feste dell’estate:
Vengono ricordate le seguenti: la Pentecoste e la festa profana di « doppo paglia strocca » (che avveniva nel mese di luglio, quando i mietitori ritornavano dalla Campagna Romana) (50).

Celebrazione dei defunti (2 novembre):
« [ … ] si fanno molte carità [ … 1, siccome è stato anticamente in esso di solito a farsi da’ particulari Cittadini, consistentino in legumi, paste, grano, uve, mosto ». Tale costumanza si è mantenuta fino a qualche decennio fa, quando in chiesa venivano portate offerte in natura e depositate davanti all’altare, in tre mucchi distinti: il primo di grano, il secondo di granturco, il terzo di patate 51.

Festa del SS.mo Salvatore (9 novembre):
« [ … 1 quello partì da Aschi nel mese di Novembre dell’anno 1716 doppo la festa di S. Salvatore, che si fa in Aschi alli 9 di Novembre » 52.
« [ … ] io lo viddi partire per la Campagna di Roma nel mese di Novembre [ … ], doppo la festa di S. Salvatore, che si fa nella mia Patria alli 9 di detto mese » 53. « [ … ] ricordo benissimo che Giacomo d’Almonte partì da
Aschi nel mese di Novembre 1716 doppo la festa di S. Salvatore, che si fa alli 9 di Novembre » 54.

Come si vede, dunque, la festa del SS.mo Salvatore si festeggiava il 9 novembre. La stessa data viene indicata dal vescovo Massimi nel 1638, così come da tutti gli altri vescovi fino al secolo XIX. Tuttavia, la festa di agosto doveva essere già un uso, se nel 1753 un certo Isidoro de joriis poteva scrivere: « Nella Festa principale del Titulare della Terra SS.mo Salvatore, e proprio il 6 di agosto 1751, lui [e cioè il sacerdote don Venanzio Gentile, N.d.A.] andò a’ mietitori, e non si poté dire Messa solenne » 55. Cenni più fugaci, nelle numerose carte d’archivio, si trovano su altre ricorrenze dell’anno: l’Assunzione, il Nome di Maria, il Natale.

Purtroppo, mancano sia la descrizione dei riti e delle feste, sia le informazioni circa la religiosità degli Aschietani. Perciò dobbiamo accontentarci di quel poco che si riesce a spulciare qua e là, come questa lettera del 14 agosto 1874, che l’arciprete don Giovanni Fallucchi scrisse, in polemica con i « festaroli », al vescovo dell’epoca mons. Federigo de Giacomo: « Nel 1872 furono deputati della festa di S. Maria delle Grazie Marcantonio de Martinís e Bernardo Taglieri, e per [quella del] SS. Salvatore Angelo de Martinís e Gioacchino Gasbarri. 1 de Martinis mi fecero annunziare alla popolazione, che in quell’anno non si facevano le feste nei giorni fissi, ma invece la questua ritratta si sarebbe impiegata per la fusione di due campane, cioè la somma del SS.mo Salvatore esitarla per la campana grande, e quella di S. Maria delle Grazie per la campana piccola. La festa a’ 2 luglio di S. Maria delle Grazie non fu solennizzata; ma quella del SS. Salvatore, per i soliti cattivi consigli, fu fatta capricciosamente da Angelo de Martinis contro l’unanime consenso di questa popolazione. Iddio però dispose, che in quel giorno non potesse suonare la Banda musicale.

Intanto il detto de Martinís aveva ristretto circa 130 ducati di questa somma una porzione malamente spesa per la festa, ducati 23.50 per restaurare l’altare del SS. Salvatore, a cui io annui per non far perdere tutto, e ducati 20 mi diceva di tenerli; ma con precisione non ho potuto conoscere cosa alcuna, per non aver dato conto. Ho insistito per conoscere la somma ritratta per S. Maria delle Grazie da Marcantonio de Martinis, mi ha promesso dare i conti ma ancora non si vedono. Pria mi si diceva d’essere ducati 64, in seguito circa 70. Mi si dice che fra breve voglia far fondere la campana grande. Non posso precisare altre somme per ora, poiché i deputati passati mi hanno accertato, che appena terminata la trebbiatura, adempiranno al loro dovere. Le campane dunque non sono state fuse per mancanza di mezzi, e per i cattivi consigli. Le assicuro però, che quella di S. Maria delle Grazie la farò fondere anche fuori, purché si voglia pagare la piccola somma esistente » 56.

E così, con questa « storia » di lestaroli e di campane, di religiosità popolare ma anche di piccole scaramucce locali, stiamo avviandoci alla conclusione di questa rapida nota sulla « historia hominum » di Aschi. Avrei ancora molto da dire intorno a numerosi temi: ma le finalità (e le dimensioni) di questo lavoro mi costringono a sintetizzare il tutto e a presentare, sempre in maniera molto schematica, le ultime due « schede »: quella sulle attività economiche, e quella sulle leggende e superstizioni.

NOTE PAGINA

47 Archivio Diocesano dei Marsi, fondo C/AscHi, 1719; ma anche, fondo B, anno 1638, Visita pastorale di Mons. L. MASSIMI Cit.
48 Archivio Diocesano dei Marsi, fondo C/AscHi, 1771.
49 Ivi, passim. (11 pellegrinaggio degli Aschietani alla SS. Trinità di Vallepietra, ancor oggi in funzione, non viene mai ricordato nei documenti d’archivio).
50 Archivio Diocesano dei Marsi, fondo C/ASCHI, 1718.
51 Ivi, 1753.
52 Ivi, 1717.
53 Ibidem.
54 Ibidem.
56 Ivi, lettera del 14 agosto 1874.

avezzano t2

avezzano t4

Usi e costumi
Usi e costumi

avezzano t4

t5