t1

Comune di Avezzano

t2

Cese ha mantenuto un amministrazione con attí delibere proprie fino all’entrata in vigore del CatastoNapoleonico nel 1816.

Successivamente il paese venne accorpato, insieme a quello di Capistrello, ad A vezzano, che raggiungeva così i 4130 abitanti. Da allora il Comune di Cese, già Università autonoma, è diventato una frazione (la più antica) dell’altro comune, che ha perso per strada quello di Capistrello.

In precedenza si erano venuti a creare anche dei contrasti fra le due comunità, purtroppo, per questioni di confine, pascolo e provvista di legna, così come avveniva sovente tra altri centri vicini. A tale proposito, si riporta quanto scritto da F. D’Amore nella citata pubblicazione su “Capistrello” .

… «Nel tentativo di superare la vecchia vertenza del egnatico con Avezzano ed appianare i contrasti in atto il 26.11.1732 don Berardino Orlandi, regio giudice a contratti, il magnifico Orazio Coetani e Raimondo Ruzza aff ittarono all’universita di Cese e dettero l’assenso dello “Jus legnandi””nella montagna denominata le Coste dell’Ovito”, per la somma di ducatí 20.

Il contratto fu stabilito dai massari Giuseppe Corpíneta e Gioacchino Stati ed i limiti dei territorio entro i quali la popolazione di Cese poteva raccogliere legna, furono: “Dalle Colonnette, seu (ossia) termini verso Corcumello, come Acqua Pende, linea retto dei Vallone della Lega della Vedova.»

L’autore, nelle pagine successive dello stesso testo, ritorna sull’argomento trattando la risoluzione del problema fra l’Università di Cese e quella di Corcumello, e fra quest’ultima e le altre università vicine.

… «Nell’Archivio Storico dei Comune di Capistrello abbiamo consultato un’interessonte vertenza stampato, con dicitura scritta e matita sul frontespizio: “trovata all’archivio dei conte Vetoli di Corcumello”.

In termini generali si tratto di una brillante disquisizione giudiziario composta di 54 pagine, condotto dal’avvocato Nicola Monaco (Napoli, 25 nov. 1781), che mirava allo scioglimento della promiscuità tra i paesi di Copistrello, Corcumello, Cese, Costellafiume e Pagliara, dopo ripetuti e continui contrasti tra le popolazioni, risalenti al passato 1579»…

… «Le tesi espresse dall’avvocato, tra l’altro, tendevano ad escludere dalla promiscuità il paese di Cese che 0 giammai di tale voluto promiscuità ha fatto uso, avendo sempre legnato nelle montagne e selve di Capistrello”.

Oltremodo, nel dibattimento in corso, l’Università di Corcumello, al riguardo, esibì un rogito notorile dei 27 novembre 1560, nel quale si poteva rilevare che mai il municipio ebbe in comunione il territorio contestato.

Era anche vero, però, che il comune di Copistrello aveva concesso il permesso a far legno al paese di Cese per almeno 10 anni ci dotare dal 1732.

Ma, nonostante ciò, l’unità di Corcumello affermò che non si poteva ammettere per certo il possesso di le
Ignare e pascolare nella montagna delle Grottelle “ne ju~ re condominii, et comunionis, ne jure servítutis, ne altra causa additandosi, deve necessariamente ricorrersi ad jus familiaritatis cioè amicizia” e per questo richiedeva lo scioglimento della promiscuità.

Quindi l’Universitàì di Cese, non riuscendo a dimostrare con una convincente documentazione il condominio dei diritti, d’ora in poi, doveva astenersi di “pascolare, legnare ed acquare” nelle montagne o siano contrade di Grottelle e Cesavignoli».

Orme di un borgo (gente, fatti e storia cesense

Osvaldo Cipollone 

avezzano t2

t4

Università di Cese

t3

avezzano t4

t5