“Ascoltiamo il grido di tanti bambini schiavizzati. Nessuno resti indifferente al loro dolore” ha esortato Papa Francesco nell’indire nel 2015 la Giornata Mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone. Il suo successore, Papa Leone XIV, nell’ Angelus incoraggia quanti sono impegnati ad aiutare coloro che sono sfruttati e abusati come strumento di lavoro o di piacere.
Nella lirica “Come Velieri” tratta dal suo ultimo libro “Il paese dell’anima” Daimon Edizioni, la scrittrice Maria Assunta Oddi, con la forza evocativa dei versi, trasforma la narrazione individuale in testimonianza collettiva al fine di commuovere e far riflettere sulla necessità di costruire una fratellanza tra esseri umani rispettosa della dignità di tutti in nome della libertà.
Ogni poesia nata da questa consapevolezza è già una forza di resistenza morale nella difesa della vita.
Come velieri.
Nella notte più buia ad occhi chiusi
come arsa brughiera nella sua immobile
solitudine il respiro è soffio cucito dal vento.
Smarrita nel grigio d’ardesia tra il buio
tetro degli umani abissi al di là del cielo
il gioco della vita trasmuta e scolora
come straccio dismesso nel nulla.
Ma l’anima mia, leggera piuma d’angelo,
sogna un giardino fiorito di stelle.
Nella rumorosa quiete pungenti
lame di luce su immortali pensieri
sono fermi sulla porta del tuo cuore.
Ti prego, non lasciarmi solo!
Nel calice scuro delle sue lacrime
rigato dalle stille di una spina
posa il riflesso incantato del tuo sorriso.
E prima che l’onda dell’alba invada
l’orizzonte come velieri voleremo in alto
fin dove si scioglie dei fanciulli
l’eco festoso delle voci.
Sui freschi sorsi dell’erba novella
tra gli atomi dorati e le stille di rugiada
finalmente come fratelli su un’unica ala
tra le dita sottili del vento
da insipide pozze abbracceremo
tutti i colori dell’arcobaleno.









