sabato, 17 , Aprile
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Una bella storia di umanità, gentilezza e vicinanza, un giusto elogio al personale medico e paramedico del Pronto Soccorso e del 118 di Avezzano,

Avezzano –  “Sono rimasta molto colpita dall’assistenza ricevuta, dalla professionalità, dalle competenze e soprattutto dall’umanità e dalla gentilezza del personale medico e paramedico del Pronto Soccorso, del 118 e dei reparti dell’Ospedale di Avezzano”. Queste le parole della Signora Gabriella Paris, la quale, venerdì sera, è stata al Pronto Soccorso di Avezzano per far visitare suo marito, affetto dal morbo di Alzheimer.

Gabriella ha spiegato:

“Occuparsi di chi è affetto da Alzheimer non è semplice: tante sono le difficoltà.  E, purtroppo, di fronte ad una disabilità grave come quella conseguente all’Alzheimer, spesso i familiari dei malati si trovano abbandonati dai medici e dai professionisti, sentendosi rispondere semplicemente che non molto si può fare per questo tipo di malati poiché si tratta di una malattia incurabile, oppure perché si tratta di pazienti non collaborativi.

Troppe volte, in passato, ho avuto difficoltà a fare addirittura ecografie o risonanze, sentendomi liquidare con la scusa del paziente non collaborativo.

È come se questi malati non avessero diritto agli accertamenti e ai trattamenti di cui necessitano. E perché questo? Perché non parlano? Perché non comunicano?  Questi pazienti, non avendo capacità di parola nella fase avanzata della malattia, non possono comunicare eventuali dolori o fastidi. Arrivare a fare, quindi, una diagnosi non è semplice e molti medici preferiscono non provarci neanche.

Questi malati restano, quindi, il più delle volte, abbandonati a se stessi. E anche i familiari si sentono abbandonati, perché se non trovano i medici giusti non sanno cosa fare.

Questa volta, però, è andata diversamente. Non solo non mi sono sentita dire di tornare a casa perché il paziente era non collaborante, ma il personale medico e paramedico dell’Ospedale, del Pronto Soccorso e del 118 sono stati a dir poco eccezionali. L’assistenza è stata formidabile. Per poter fare una diagnosi hanno coinvolto molti medici: il radiologo, l’ecografista, l’angiologo, il vascolare, l’ortopedico. Non mi era mai capitato di vedere tanta accuratezza e tanta diligenza.

Certamente, ho dovuto attendere un po’ di tempo prima di avere la diagnosi, ma penso che questo sia normale. Il Pronto Soccorso ha per forza dei tempi di attesa lunghi, perché, fatti degli esami, è naturale che sia necessario un po’ di tempo affinché il referto sia pronto. A questo si aggiunga che c’è carenza di personale. Ciò complica le cose e allunga certamente i tempi di attesa. Tuttavia, io, venerdì sera, ho visto il personale farsi in quattro per i pazienti.

I cittadini dovrebbero fare questi ragionamenti prima di lamentarsi delle attese lunghe del Pronto Soccorso perché parlare male è troppo semplice.

Ci tengo a sottolineare, poi, che ho apprezzato, soprattutto, l’umanità, la gentilezza e la vicinanza di questo personale, perché avere vicino persone che ti comprendono, sebbene può sembrare una cosa da nulla, è invece molto importante”

Gabriella ha concluso, quindi, dicendo:

“Ringrazio ancora tutto il personale che ha assistito mio marito. Mi complimento con i medici e paramedici per quello che fanno ogni giorno e per la passione che mettono in ciò che fanno”

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