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Comune di Tagliacozzo

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Testi di Padre Nicola Petrone maggiori info autore
Venuti i francescani a Tagliacozzo, molto presto ci si avvide che la chiesetta di Santa Maria non era sufficiente ad accogliere le crescenti folle di fedeli che si riversavano in essa per vivere le liturgie con i religiosi, né era possibile che questi continuassero a risiedere nelle grotte. Si dette inizio alla demolizione della chiesetta e all’edificazione del nuovo grandioso complesso. Durante il periodo dei lavori, per ben tre volte intervennero i Sommi Pontefici per invogliare i fedeli a stare accanto ai religiosi e offrire ad essi un aiuto concreto.

Il 17 giugno 1252, Innocenzo IV elargiva 40 giorni di indulgenze a coloro che avessero contribuito per il sostentamento dei religiosi e per l’edificazione della chiesa e convento: “Universalibus Christifidelibus…sicut accepimus, ecclesiam cum aliis edificiis opportunis coeperunt construere… “Aggiungeva il Pontefice: “per portare a compimento tali edifici e anche per il sostentamento della loro vita grama, coloro che portano il peso dell’estrema povertà, hanno bisogno di giovarsi degli aiuti dei fedeli…”; Alessandro IV, il l’ maggio 1259, “concedeva al guardiano e ai frati dell’Ordine dei Minori della B. Maria di Tagliacozzo di poter ricevere” dai ladri o da chi avesse acquistato illegalmente dei beni, o le elemosine da coloro che chiedevano la commutazione dei voti religiosi, “fino ad una somma di 50 once d’oro”.

Questi interventi pontifici ci descrivono una situazione economica dei religiosi tutt’altro che florida. Le offerte dei de’ Pontibus non erano sufficienti a coprire le ingenti spese di muratura, quindi si chiedeva anche l’obolo dei poveri per venire incontro alla povertà dei frati e per dare al nascente complesso l’impronta dell’intero popolo che canta le lodi del Signore. Lo stesso Pontefice, il 18 Maggio 1260 inviò una terza bolla francescani del centro della Marsica, con la quale comunicava che “color che si fossero recati a visitare la loro chiesa nelle feste della Beata Vergin Maria, di San Francesco, di Sant’Antonio, di Santa Chiara, nell’anniversari della dedicazione della chiesa e nei sette giorni immediatamente seguenti ; avrebbero acquistato cento giorni di indulgenze.

Da questo periodo della storia del francescanesimo, l’Ordine, pur no opponendosi alle “case poverelle”, preferiva che i frati vivessero in “grandi, case o conventi” perché in essi era possibile ottenere “maior devotio
…ordinatior vita…officium divinum pulcrius…novitii melius formati…studium teologiae…”. Ben presto, questo convento divenne centro di spiritualità, casa di studi e luogo di preghiera per i religiosi e per il popolo.

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Tre Bolle Pontificie per venire incontro ai religiosi

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