Marsica – Nella notte del 31 Agosto e il 1° Settembre 2023, a San Benedetto dei Marsi, un colpo di fucile interrompeva per sempre la vita dell’orsa Amarena, simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e icona della fauna selvatica appenninica.
A distanza di tre anni da quel drammatico evento, il ricordo dell’esemplare rimasto nel cuore di un’intera regione è ancora vivo, accompagnato da una necessaria riflessione sulla tutela della biodiversità e sulla convivenza tra uomo e natura.
Amarena era un simbolo straordinario dell’orso bruno marsicano, sottospecie a grave rischio di estinzione che conta solo poche decine di individui.
La sua presenza nei paesi della periferia del parco, caratterizzata da un’indole pacifica e dalla frequente presenza dei suoi cuccioli, l’aveva resa celebre a livello internazionale.
L’episodio della sua morte si consumò nei pressi di una proprietà privata, dove l’animale venne colpito a morte da un residente rimasto poi indagato per uccisione di animali aggravata da crudeltà.
Oltre allo sconcerto e alla rabbia suscitati in tutta Italia, l’uccisione di Amarena lasciò nell’incertezza i suoi due cuccioli di poche settimane, per i quali si temette il peggio.
Grazie al pronto intervento del personale del Parco Nazionale e dei Carabinieri Forestali, i due orsetti riuscirono a sopravvivere autonomamente sulle montagne abruzzesi, rappresentando un segnale di speranza per il futuro della specie.
A tre anni dai fatti, l’attenzione della comunità scientifica, delle associazioni ambientaliste e dei cittadini rimane concentrata anche sulle aule di tribunale.
Il percorso giudiziario ad Avezzano ha visto la costituzione di numerose parti civili, tra enti locali e organizzazioni come il WWF, intente a chiedere giustizia per un atto che ha impoverito il patrimonio naturale dell’intera collettività.
Il ricordo di Amarena non rappresenta solo una ricorrenza di cronaca, ma rinnova l’urgenza di rafforzare le misure di prevenzione, la sensibilizzazione e le infrastrutture per garantire una reale e sicura coesistenza tra l’attività umana e le specie protette nei territori di montagna.
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