Avezzano – Proseguono le indagini sulla maxi operazione antidroga condotta dai Carabinieri della Compagnia di Avezzano che, nel dicembre 2025, aveva portato all’esecuzione di misure cautelari e a perquisizioni nei confronti di sedici persone, accusate a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
Nei giorni scorsi è stata disposta una proroga di sei mesi delle indagini nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Luigi Sgambati. Al centro dell’indagine c’è quello che gli inquirenti ritengono un vero e proprio “cartello” a conduzione familiare, riconducibile a due famiglie rom. Le attività investigative dei Carabinieri, supportate da intercettazioni ambientali e pedinamenti, hanno portato alla luce un canale di approvvigionamento diretto e costante con Roma.
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe gestito volumi consistenti di droga. Nelle carte dell’inchiesta si parla infatti di acquisti di cocaina nell’ordine del chilogrammo, con pagamenti in contanti che arrivavano anche a 19 mila euro per singola partita. Per trasportare la droga dalla Capitale ad Avezzano evitando i controlli, il gruppo avrebbe utilizzato la tecnica della “staffetta”: l’auto con il carico di stupefacenti, guidata dai corrieri, veniva preceduta da vetture “pulite” con a bordo i vertici dell’organizzazione, incaricati di segnalare l’eventuale presenza di pattuglie delle forze dell’ordine lungo il tragitto.
Tra gli indagati figurano persone considerate dagli investigatori figure chiave nella gestione del traffico, ma l’organizzazione si sarebbe avvalsa anche della collaborazione di altri soggetti. L’ inchiesta ha inoltre portato alla luce una rete di supporto logistico: alcuni indagati sono accusati di aver messo a disposizione immobili utilizzati come depositi per nascondere la droga ed evitare che venisse trovata nelle abitazioni dei presunti capi del gruppo.
Nel corso delle perquisizioni eseguite durante l’operazione, i Carabinieri sono andati alla ricerca non solo di stupefacenti – in particolare cocaina e hashish – ma anche di denaro contante, preziosi e oro, ritenuti proventi dell’attività illecita che, secondo la Procura, sarebbe stata particolarmente intensa tra febbraio e maggio 2024. Nel collegio difensivo gli avvocati Luca e Pasquale Motta, Roberto Verdecchia, Antonio Pascale, Vincenzo Retico, Rita Barbara e Crescenzo Presutti.


