Comune di San Vincenzo valle Roveto

Ecco una testimonianza, scelta fra tante, che conferma anche qualche episodio già citato. Ci scusiamo di non poterla riportare integralmente, per motivi di spazio, ma abbiamo cercato nei limiti del possibile di usare le stesse espressioni, anzi le stesse parole di B.DI. B.DI., in seguito a tante e reiterate insistenze, decise di andare da Mea, attratta piuttosto da un senso di curiosità. Si era nell’estate 1956. “Quel giorno, la giovane martire si sentiva più male del solito, perciò bisognava far presto e non importunarla troppo. Si entrava a gruppi di due tre alla volta; entrarono alcuni di noi e riferirono, uscendo, cose che mi stupirono. Ad uno Mea aveva detto: “So che hai avuto per sei volte la bronco-polmonite e l’ultima di recente, ed ora sei convalescente. Pregherò il Signore per la tua completa guarigione!”.

Ad una signora che aveva organizzato la gita ed aveva per questo affrontato molte difficoltà, disse: So quanto ti sia data da fare per condurre qui i tuoi compaesani – …lo non osavo entrare. Ritenendomi peccatrice, temevo che mi rimproverasse davanti ai miei conoscenti, e il mio amor proprio ne avrebbe sofferto. Un giovane stava per uscire, incredulo, quando si volto per guardare Mea, questa gli fece cenno di tornare indietro e lo invito a mettere il dito nella piaga di una mano. Vidi il dito penetrare fino a riuscire fuori del dorso e sentii un debole lamento da parte di lei. Non appena il giovane ebbe estratto il dito dalla stimmata, vidi riformarsi immediatamente una sottile membrana epiteliale… Sulla soglia mi fermai ad osservarla: mi colpirono due occhi luminosi e dolci che brillavano in un volto soave, incorniciato da una chioma nera, fluente.

Quegli occhi mi leggevano nell’anima; Mea mi sorrise e avanzai incoraggiata. Volevo dirle tutto il mio dolore, le mie sofferenze fisiche e morali, le mie delusioni… Ma… c’era troppa gente e, guardandola, pensai: – Tu lo sai quanto ho sofferto, prega Gesù che mi conceda… (e le chiedevo tante grazie). Ella, con un cenno affermativo della testa, disse: “Si, si, prego, ma anche tu prega!”. Aveva letto nella mia mente… Poi soggiunse: – Io non ti abbandonerò mai, ti sarò sempre vicina. Quando hai bisogno, chiamami ed io ti soccorrerò -. … Mi inginocchiai e piansi… In quel periodo una mia sorella doveva subire due operazioni difficilissime ed io lo feci sapere a Mea per mezzo di un operaio che lavorava a S. Vincenzo; chiedevo il suo aiuto, perché le operazioni riuscissero bene. Mea mi mando a dire di stare tranquilla, perché sarebbero riuscite benissimo e mia sorella non si sarebbe accorta di nulla. Infatti cosi fu: entrambi gli interventi chirurgici furono superati felicemente”.

Testi tratti dal libro Il cantico di Mea

Testi a cura di D. Gaetano Meaolo

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Testimonianze
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