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Una terza ipotesi per risolvere il problema dell’accumulo delle acque del Fucino

“Mi permetto di intervenire sulla questione delle vasche di accumulo che dovrebbero essere realizzate in diversi posti della piana del Fucino o della realizzazione dell’invaso di Amplero aventi tutti il medesimo scopo: costituire una riserva d’acqua per fare fronte ai periodi di carestia per permettere l’irrigazione delle coltivazioni.”
“L’invaso di Amplero, come molti sanno, è un’idea progettuale che va avanti almeno da 50 anni (forse troppi), che non ha mai riscosso molti consensi soprattutto dalle popolazioni e sindaci dei paesi che si trovano lungo il corso del fiume Giovenco, che sarebbe poi il fiume da cui bisognerebbe catturare l’acqua che, attraverso una galleria, avrebbe dovuto riempire l’invaso di cui si parla. Ricordo le numerose riunioni politiche che furono fatte nei primi anni ’80 per discutere di questo argomento e ricordo ancor di più le appassionate arringhe che i sindaci di quei paesi rivieraschi del Giovenco facevano per difendere le acque di questo fiume opponendosi al progetto. In quelle riunioni aleggiava un fantasma che sicuramente sarebbe stato dalla parte di quei sindaci: Ignazio Silone, il cui Fontamara, per uno di quei fenomeni che hanno quasi del paranomale, sembrava diventare realtà.
Per l’idea dell’invaso di Amplero, se ricordo bene, furono persino stanziati dei finanziamenti per fare degli studi e ricerche per verificare la fattibilità del progetto. Nonostante i soldi siano stati spesi, dei risultati di quella verifica non se ne è saputo più nulla, almeno così è sembrato al sottoscritto.”
“Passano gli anni e si fa avanti l’idea delle vasche di accumulo che dovrebbero essere realizzate in diversi punti del Fucino. Su questo argomento non mi addentro perché confesso non ne conosco i termini in modo tale da fare osservazioni o altro. Penso, tuttavia, che il costo sarebbe molto alto.”
“C’è, però, una terza idea progettuale che si fece largo negli anni successivi a quella dell’invaso di Amplero, nel periodo in cui questo progetto sembrava caduto in letargo. Infatti, qualcuno avanzò la proposta della realizzazione di un unico e grande canale (quasi una sorta di lago) formato dai tre canali: il collettore al centro, il canale sud, che scorre lato Trasacco e il canale nord, che scorre lato Celano, distanti tra loro diversi metri. Unendo i tre canali, partendo dalle pompe di Ottomila e andando verso Avezzano, si sarebbe potuto realizzare un corso d’acqua lungo almeno 5 km e largo circa 300 metri, che non solo avrebbe risolto il problema della riserva d’acqua, ma avrebbe potuto essere anche un motivo di turismo, di svago o anche di sport. Infatti, su di una sorta di “lago” aventi quelle misure, si sarebbero potute organizzare attività sportive di vario genere. E perché no! Sarebbe stata anche un’occasione per ridarci un pezzettino di quel grande “mare del Fucino”, che ci è stato troppo in fretta tolto. Qualora questa idea ancora oggi potesse essere realizzata, il fiume Giovenco continuerebbe a vivere i suoi eterni giorni, in tranquillità.”
“Non saprei dire quale sarebbe il costo di tale progetto. Probabilmente non potrebbe essere realizzato nella sua interezza tenendo conto che lungo quel tragitto oggi scorre la nuova strada appena ricostruita, al cui fianco scorre il canale lato Celano. Ma fino al limite della strada suddetta l’opera potrebbe essere realizzata. Sarebbe interessante anche che qualcuno si cimentasse nel quantificarne il costo. Chissà, forse ci accorgeremmo che non solo fra tutte le idee che vanno in giro sarebbe quella più facilmente e velocemente realizzabile, ma forse anche la meno costosa.”
Una terza ipotesi per risolvere il problema dell'accumulo delle acque del Fucino

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