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Comune di Avezzano

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Agli inizi del XX secolo, la popolazione di Cése, se non aveva raggiunto la quota massima, sicuramente si era avvicinata alla soglia più alta, con circa 1300 abitanti. La mattina del 13 gennaio 1915 alle 7.45, ora del sisma, ne perirono circa 1000, di cui più di trecento dentro la chiesa, dove si stava celebrando la messa mattutino. Altre persone furono colte nel sonno, dentro le abitazioni, o mentre erano nelle stalle a governare le bestie. Le case vennero rase quasi completamente al suolo; di esse, rimasero in piedi solo i muri del pianterreno, laddove questi resistettero alla violenza del sisma.

Purtroppo, data l’ubicazione del paese e la gran quantità di aiuti che richiedeva Avezzano (città che contava allora piú di 12.000 abitanti, di cui circa un miqliaio scamparono alla morte), a Cese i soccorsi arrivarono molto tardi, tre o quattro giorni dopo l’evento. A causa di questo ritardo, molti non poterono esser ,salvati e, forse anche per questo, la tragedia risultò di dimensioni più ampie che altrove. Nelle pagine successive si potrà constatare come quanto dichiarato corrisponda a vero, se si considerano il numero delle vittime, la percentuale dei morti rispetto agli abitanti e quella dei pochissimi sopravvissuti. In particolare, nella pubblicazione “Curiosando per la Matrsica” di Enzo Maccallini – ed. grafiche Di Censo Avezzano 2001, a pag. 95 vengono riportati i paesi della Marsica che hanno pagato il più alto tributo di vite, a causa di quel sisma. I centri più coinvolti nel terremoto dei 13 gennaio 1915.

Avezzano
Gioia
San Benedetto dei Marsi
Pescina
Collarmele
Ortucchio
Celano
Cese
Paterno
Mosso d’Albe
Cappelle dei Marsi
Magliano dei Marsi
Lecce dei Marsi
Ortona dei Marsi
Scurcola
Vittime
10.719
2.750
1.500
1.346
1.300
1.200
1.118
1.014
1.000
987
950
821
800
723
697
Altri paesi del circondario, pur avendo registrato delle perdite significative, non figurano in questo elenco; l’autore dichiara, comunque, che le persone perite nella Marsica a causa di quella tragedia ammontavano a 29.978.
Nella zona fu inviata una squadra triestina di volontari che ad A vezzano era affiancata da Nazario Sauro. Per disposizione del Genio Civile dell’Aquila, i soccorsi furono ripartiti in più gruppi (1), ciascuno dei quali comandato da un ingegnere. La suddivisione contemplava più paesi per ogni gruppo (per ovvie ragioni di scarsità dáiuto), come appresso riportato.

1°gruppo) Antrosono, Cappelle Magliano e Scurcola. 2°) Peterno e San Pelino. 3°) Aielli, Cerchio e Collarmele. 4°) Pescina e Gioia dei Marsi. 5°) Ortona dei Morsi, Carrito e Aschi. 7°) Ortucchio, Luco dei Marsi, Cese e Sente Marie.

Sembra del tutto anomalo l’inserímento di Cese nel gruppo 7, ma la scelta, come accennato, fu adottata dal Genio Civile, il quale contestualmente dette disposizioni d’inviare truppe e materiale a ciascuno di essi. Questa e le precedenti osservazioni trovano la giusta valenza se sí considera che i paesi piu’ colpiti, quelli in cui la sciagura ha assunto proporzioni più vaste, sono stati nell’ordine: Avezzano, Cese, Cappelle, Paterno Collarmele , Gíoía e Ortucchio. &li altri centri della Marsica, pur riportando gravi danni, hanno avuto un numero di vittime certamente piu’ basso, a causa della distanza dall’epicentro del sisma e grazie a soccorsi più tempestivi. A Cese, oltre alla squadra di volontari di cui si è fatto cenno, al momento della ricostruzione e degli aiuti di prima sistemazione fu inviato il Corpo del 2′ Bersaglieri, composto da un plotone di 63 unità con a capo un ufficiale.

Alcuni particolari delle notizie sopra descritte e dati riguardanti il terremoto sono stati ricavati dal libro “1915: il terremoto che sconvolse la Marsica”, come appuntato nella nota della pagina precedente. &li autori di tale volume sono Luìgi Marra e Gaetano Ferri, miei cari conoscenti. Il primo, fra l’altro, è stato un dirigente dell’Università dell’Aquila, l’altro ha avuto con me comuni trascorsi sportivi e mi ha fornito materiale fotografico per un’altra pubblicazione, visto anche che possiede una validissima collezione in materia.
Entrambi tracciano un analisi abbastanza accurata dell’evnto, con elementi dettagliati correlati da dati e notizie documentate. Fra l’altro, a pag. 331 dello stesso libro stilano una tabella relativa alla percentuale dei morti registrati nei vari paesi della Marsica e riportata di seguito:

Paese

Avezzano (centro)
Cese
Cappelle
Gioia de’ Marsi
Collarmele
Ortucchio
Lecce de’ Marsi
Massa D’Albe
Scurcola
Magliano de’ Marsi
Cerchio
Celano
Aielli
Luco de’ Marsi
Trasacco Percentuale dei morti

95%
91%
90%
81%
76%
53%
41%
22%
20%
19%
19%
17%
9%
3%
1%

Nel libro segnalato, ricco di documentazione e di articoli giornalistici del tempo, gli autori hanno motivo di menzionare più volte il nostro paese; fra l’altro a pag. 62 vengono pubblicate le foto relative all’attendamento operato dalla squadra triestina a Cese ed al gruppo in movimento, insieme a Nazario Sauro. Dette foto sono quelle riprodotte nella precedente pubblicazione, “Angeli co’jji quajji ed è per questo motívo che non vengono riportate anche in questa. Inoltre, fra le notizie apprese da persone che vissero quella tragica vicenda, ci sono anche quelle fornite, in un colloquio, da zia Loreta; le riporto qui dí seguito.

Quando c’è stato il terremoto io avevo 11 anni e, proprio pochi giorni prima, la maestra ci aveva parlato dei terremoto sussultorio ed ondulatorio. Quando è successo io ero ci cosa e ho visto le trovi che uscivano e rientravano dai buchi. Ancora oggi, ogni volta che sento una scosso mi torno in mente quella scena. Essendoci state le missioni a Cese, i “passionisti avevano invitato i cittadini e partecipare più assiduamente alle funzioni religiose e siccome era d’inverno (e i contadini non avevano lavori da f ore in compagna) la popolazione partecipava. Poiché il terremoto é avvenuto di mattina, all’ora della messa, molta gente è morta proprio in chiesa. Dopo il terremoto i vicoli erano pieni di macerie ed anche i soccorsi avevano difficoltà ad intervenire e ci trasportare i feriti.

I morti vennero portati tutti in piazza e coperti, ma poiché erano tanti, non vennero seppelliti perche’ si sarebbe perso troppo tempo. Nel frattempo vennero delle persone dai paesi vicini per aiutare, ma qualcuno, in mezzo a loro, venne anche per rubare. Una notte due di questi, avendo rubato un baule convinti che contenesse biancheria, per la f retta lo portarono via senza aprirlo, ma quando lo f ecero, dentro vi trovarono una persona morta. La prima notte vennero accesi fuochi all’aperto, sia per sopportare il freddo che per illuminare; ci si copriva con lenzuola e coperte, e solo dopo qualche giorno, con i legnami e le tavole recuperate, vennero fatte delle barocche. Per mangiare venivano uccise le galline rimaste vive e dalle cantine rimaste in piedi si prendevano patate, farina, vino ecc. Dopo una settimana incominciarono ad arrivare gli aiuti, con sacchi di pane, pasta e biscotti. I primi tempi sono stati proprio tristi, ma pieno piano ci siamo ripresi anche perché vennero costruite anche le baracche ad opera dello Stato.

Loreta Cipollone, nata a Cese nel 1904

In quella triste situazione, molti trovarono ospitalità anche fuori del paese, ma parecchi minorenni, risultati dispersi, vennero portati in istituti o presso privati. Fra costoro anche due bambine di Cese, come dimostra il manifesto del Ministero dell’Interno per la pubblica affissione riprodotto appresso, furono portate a Roma: si tratta di Orlandi Carmina figlia di Pietro e Giovannina Cipollone fu Antonio. Per doveroso ricordo di quanti perirono in quella dolorosa catastrofe e testimonianza dei superstiti ancora viventi, nella pubblicazione di 5 anni fa (2) ho trattato gia l’argomento, trascrivendo, fra l’altro, il racconto di uno dei più’ anziani di allora, oggi non più presente.

Nel rivedere quell’elenco, anche al fine di aggiornarlo, debbo constatare, mio malgrado, che fra quelli da cancellare c’è anche mio padre, che, come altri, è.Stato fonte inesauribile d’insegnamenti, notizie, storie e spunti efficaci.
Al momento della consegna alle stampe di tale volume, godono fortunatamente ancora buona salute tutti nostri compaesani riportati nel seguente elenco.

Bruno Rosa
Ciciarelli Adolfo
Di Giamberardino Immacolata
Marchionni Irene
Marchionni Sofia
Marchionni Polisia
Petracca Candide Rose
Petracca Giocondo
Petracco Lidia
Torge Antonino

nato/a il 26/11/1913
06/09/1913
17/11/1914
24/10/1907
18/01/1908
28/03/1909
05/04/1899
18/12/1911
19/10/1913
31/10/1912

Costoro fanno parte di quella nutrita schiera di anziani ultra ottantenni che nomineremo più’ avanti.

Note
(1) Da: ‘1915, il terremoto che sconvolse la Morsica – pag. 188 -L. Marra e G.. Ferri – T.G.C. Teramo – Graphic Center 1997.
(2) ” Angeli co’jji quajji” – pag. 242 – ed. Centro Stampa – Roma 1997.
Orme di un borgo (gente, fatti e storia cesense)

Osvaldo Cipollone

avezzano t2

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Terremoto del 1915 cese

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avezzano t4

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