Testi a cura del prof. Angelo Melchiorre maggiori info autore
NOME: Dal latino “lucus”, che significa “radura del bosco” ed è connesso con “lux”, luce.

Nell’alto medioevo il paese quasi sicuramente si chiamava Penna.

La trasformazione di Penna in Lucus sarebbe avvenuta, secondo alcuni, tra l’VIII e il IX secolo; secondo altri, essa avrebbe una data piú recente, quella del 1137, quando una terribile alluvione del Fucino e l’invasione di un’enorme quantitá di serpenti avrebbero costretto i suoi abitanti a rifugiarsi in un luogo piú sicuro.

La prima volta, tuttavia, in cui appare la denominazione Luco è il 930, quando la contessa Doda donó la chiesa di S. Maria ai monaci di Montecassino.
II possesso benedettino di Luco subí, nel corso dei secoli, continue usurpazioni da parte dei conti dei Marsi; ma i Benedettini riuscirono ogni volta a recuperare i propri diritti, e rimasero padroni della chiesa e del territorio circostante fino al 1565, anno in cui vennero definitivamente scacciati da Marcantonio Colonna.

Nei secoli XVII e XVIII Luco dei Marsi, divenuta ormai “universitas civium”, non subí piú trasformazioni di rilievo, pur accentuandosi le vertenze con i paesi vicini (Trasacco, Collelongo, Avezzano), non solo per ragioni di confini, ma anche per il possesso delle montagne e delle selve circostanti (specialmente della Candelecchia).
Dopo il periodo risorgimentale, gli anni post-unitari furono tormentati da episodi di brigantaggio (famoso l’assalto a Luco nel 1862, quando duecento uomini della banda Chiavone, comandati da un tal Mancini, vennero messi in fuga dalla piccola guarnigione militare di Trasacco) e da disordini provocati dai pescatori contrari al prosciugamento del lago.

Dopo tale prosciugamento, tuttavia, Luco ha visto trasformarsi radicalmente il proprio modo di vivere, la propria economia, gli stessi rapporti sociali: i pescatori, divenuti agricoltori, hanno vissuto, forse piú drammaticamente e passionalmente di altri centri della Marsica, sia il periodo delle lotte contadine, sia quello successivo della riforma agraria e dell’industrializzazione dell’agricoltura fucense.
Oggi Luco è uno dei pochissimi centri della Marsica che possa vantare una popolazione ad alto e medio reddito.

ARCHEOLOGIA

Sintesi storica

Gravemente colpita dal terremoto del 1915, Pescina conserva molto poco dell’antico abitato. Tuttavia, sono ancora degni di attenzione i ruderi di un fortilizio medievale e la loggia della casa del cardinal Giulio Raimondo Mazzarino, la chiesa di S.Antonio (S.Francesco) e la stessa cattedrale di S.Maria delle Grazie (tardo-rinascimentale, con portico anteriore a cinque arcate e doppio ordine di finestre), un’originale fontana pubblica sita alla destra del fiume e il settecentesco palazzo Malvezzi.

Tra le costruzioni moderne: la casa Museo Mazzarino. Nella frazione di Venere, tre torri duecentesche, una sola delle quali ancora in piedi, povere reliquie di un poderoso recinto difensivo.

Localizzazione

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