Abruzzo – Dal 2019, l’organizzazione Rewilding Apennines svolge un’attività di sorveglianza costante e meticolosa sui punti di alimentazione dei grifoni, monitorando questi siti strategici stagione dopo stagione per garantirne la sopravvivenza.
Grazie all’impiego di una tecnologia avanzata basata su dispositivi GPS installati direttamente sugli esemplari, i ricercatori sono in grado di localizzare con estrema precisione le carcasse di cui i necrofagi si nutrono.
Il lavoro sul campo è fondamentale per approfondire l’ecologia alimentare di questi grandi volatili, evidenziando il loro insostituibile ruolo di “spazzini naturali“ all’interno dell’equilibrio ambientale appenninico.
L’aspetto più critico di questa missione riguarda la prevenzione e la protezione attiva della specie: il controllo sistematico delle aree di pasto si rivela spesso determinante per ridurre il rischio di avvelenamento, una delle minacce più gravi per questi animali.
In diverse circostanze, la tempestività degli interventi ha permesso di individuare morti sospette, evitando che eventuali sostanze tossiche potessero decimare la popolazione locale.
Ogni missione di monitoraggio rappresenta dunque un passaggio essenziale per la conservazione dei grifoni, trasformandosi frequentemente in un’opportunità per documentare incontri straordinari e raccogliere dati vitali per la tutela della biodiversità.









