Nuova centrale a biomasse di Collarmele, il comitato: “sconveniente il filo diretto fra Regione Abruzzo e Biometano Energy Srl… disertare l’assemblea di Celano”



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Pescina – Altro tema spinoso affrontato nell’assemblea di domenica scorsa a Pescina, è stato quello della centrale a biogas da realizzare a Collarmele, in un’area la confine con i comuni di Pescina e San Benedetto dei Marsi. 

«Certo, parlare di bio-metano dopo tutta la discussione sull’acqua, sembra un po’ fuori luogo, comunque sono qui per ragguagliarvi sullo stato dell’arte.» Ha detto la dott.ssa Giuseppina Ranalli rivolta alla platea. 

La Ranalli ha raccontato di quando la Biometano Energy Srl,  circa un anno e mezzo fa, presentò in regione il progetto per realizzare l’impianto a biogas. La risposta della regione era stata un preavviso di rigetto per carenza dei dati essenziali che fornissero un quadro esaustivo del progetto nel suo insieme.

L’aleatorietà dei dati, circa le quantità di biomassa da conferire, e le scarse informazioni sul processo di smaltimento dei prodotti di risulta, il cosi detto digestato, avrebbero indotto la regione a predisporre un preavviso di rigetto, ma l’azienda non si diede per vinta e presentò un nuovo progetto.

Quello che sembrava essere un progetto ex novo, che in realtà era la prosecuzione del precedente, con la variante dello stoccaggio di CO2 in apposite cisterne, verrebbe inspiegabilmente approvato, secondo la Ranalli, senza che la decisione venga immediatamente notificata ai sindaci dei comuni interessati. La Biometano Energy Srl è l’unica a saperlo. 

La notizia diventa di pubblico dominio solo quando la società dirama il relativo comunicato stampa.  «Noi lo abbiamo saputo leggendo i giornali, e i sindaci hanno avuto la comunicazione ufficiale dalla Regione Abruzzo, solo dopo sette giorni» dice con una punta di sconforto la Ranalli, che aggiunge.

«Il filo diretto fra Regione Abruzzo e Biometano Energy ci è apparso quanto meno sconveniente, e inoltre, nessuna delle osservazioni portate dal nostro comitato è stata presa in considerazione. Sul progetto, che non è definitivo, ma che la regione ha approvato, non è dato sapere da dove arrivi la biomassa perché la società ha invocato il segreto industriale.»

Le referenti del comitato contrario alla realizzazione dell’impianto, affermano che non si conosce quale sia la tipologia di biomassa che verrebbe conferita nell’impianto, salvo gli scarti di finocchio, che però, sono ben poca cosa, in quanto materia prima povera ai fini della produzione di metano. 

«Anche le modalità di stoccaggio e smaltimento della CO2 prodotta, alimentano molti dubbi, visto che si parla genericamente di trovare un acquirente a cui conferirla. Ci aspettiamo che i sindaci ricorrano contro la decisione assunta dalla regione e che i cittadini dei tre comuni supportino la posizione per impedire la realizzazione dell’impianto.» 

Queste le parole conclusive delle referenti del comitato che poi chiedono a Stefano Fabrizi se risponda al vero che la Confagricoltura sarà al tavolo dei relatori dell’assemblea convocata dalla Biometano Energy a Celano presso l’Auditorium E. Fermi sabato 29 febbraio alle ore 10.30.

Fabrizi smentisce seccamente, dichiarando che Confagricoltura non ha ricevuto alcun invito e che è  assolutamente contraria all’impianto.