Scompenso cardiaco, all’ospedale di Tagliacozzo un nuovo servizio per migliorare percorsi diagnostico-terapeutici, ridurre i ricoveri e potenziare l’assistenza



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L’attività, che riguarderà tutta la provincia, sarà svolta dal prof. Silvio Romano dell’università di L’Aquila, in connessione con la riabilitazione cardiologica del presidio marsicano.

Obiettivo: contenere il numero di ripetute ospedalizzazioni (ogni 30 giorni nel 15% dei casi), seguire in modo più accurato il paziente e  ridurre il tasso di mortalità.

Il Manager Tordera: “Iniziativa che rientra nella strategia, portata avanti con l’Ateneo, per reperire le migliori professionalità mediche in grado di alzare la qualità dell’assistenza

Tagliacozzo –  Un nuovo servizio per intervenire con efficacia sullo scompenso cardiaco, ridurre i ricoveri  ospedalieri e garantire migliore assistenza tramite un’organizzata attività di integrazione ospedale-territorio.

E’ questa la finalità dell’iniziativa avviata oggi, sabato primo dicembre, all’ospedale di Tagliacozzo, affidata al prof. Silvio Romano dell’Università di L’Aquila attraverso una convenzione tra Asl e Ateneo del capoluogo regionale. Il nuovo servizio, che riguarda tutto il territorio provinciale, mira a ottimizzare il percorso diagnostico-terapeutico della specifica problematica e verrà svolto in connessione funzionale con il reparto di riabilitazione cardiologica del presidio di Tagliacozzo. Si tratta, in sostanza, di un’attività che prevede percorsi diagnostici e assistenziali  condivisi tra la cardiologia e i reparti di geriatria e medicina.

Il problema dello scompenso cardiaco, che cresce con l’età, causa continui ricoveri (le cosiddette ospedalizzazioni ripetute) che, nel 15% dei casi, si ripetono addirittura ogni 30 giorni.

Per ridurre questa tendenza, migliorando l’efficacia delle cure, occorre assicurare un’adeguata continuità assistenziale tramite l’ottimizzazione della terapia farmacologica, un follow-up strutturato (cioè il percorso con cui si segue nel tempo il malato), compresi controlli ambulatoriali dopo le dimissioni dall’ospedale, visite domiciliari e approccio multidisciplinare.

Un’azione sinergica e corale che, come dimostrano gli studi, riduce la mortalità da 1 a 12 mesi. “L’attivazione di questo servizio”, dichiara il manager della Asl, Rinaldo Tordera, “rientra in un’intesa, avviata già da tempo con l’Università di L’Aquila, finalizzata a reperire le migliori professionalità in grado di alzare la qualità delle prestazioni in tutta la provincia. Nello specifico potremo incidere positivamente su un aspetto molto delicato come lo scompenso cardiaco, patologia che investe una crescente quota di utenza a causa dell’invecchiamento della popolazione”




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