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Comune di Collelongo

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Probabilmente l’attuale Chiesa parrocchiale di S. Maria Nuova è stata costruita sui ruderi della Chiesa di S. Giovanni. Infatti nel 1971, come testimoniano le Cronache Parrocchiali scritte dal parroco don Rino Rossi, “durante i lavori di restauro del pavimento è stato ritrovato il perimetro di una primitiva chiesa di mt. 16×6.50 ad una navata, con al centro una finestra rotonda sulla facciata (ancora intatta e visibile nel muro del vicolo che porta al Campanile). In quel posto esisteva una piazzetta. Solo nel 1829 Alessandro Mancini costruì la casa appoggiandola al Campanile (ducati 1.30 perizia d’appoggio)”. Il perimetro è indicando in piantina con il tratteggio.

Sempre durante gli stessi lavori sono venuti alla luce diversi cimiteri all’interno della chiesa così descritti nelle Cronache Parrocchiali: “Ne ho trovati otto:
1. Cimitero Vecchio del SS. Rosario
2. Cimitero del SS. Rosario;
3. Cimitero dei Sacerdoti;
4. Cimitero dei Fanciulli (Putti, Figlioli, Parvulorum);
5. Cimitero di S. Antonio Abate (che s’inoltra nella navata centrale, sulla sua volta poggia il pilastro sinistro della cantoria);
6. Cimitero della Madonna Addolorata:
7. Cimitero della Presentazione;
8. Cimitero dei Botticelli o di S. Matteo (da un quadro del Santo esistente sull’altare – ora S. Rocco).

Altre tombe di privati esistevano qua e là scavate nel pavimento per persone distinte. Tra queste: Bartolomea Piccolomini Marchesa di Collelongo sepolta il 5.2.1649 dietro le tombe dei Sacerdoti e dei Putti e «fu rotto il pavimento». Tutti questi cimiteri sono ricordati nel primo libro dei morti della Parrocchia già dal 1640 eccetto il n. 6 (dell’Addolorata) posteriore al 1700 come risulta dal citato registro. Altre tombe sono state riempite al tempo del terremoto del 1915.

Attualmente sotto la navata di destra esiste uno scantinato e le mura interne ricoprono le mura di difesa – sulle quali, nella seconda metà del sec. XVI, furono sistemati i pilastri della navata destra della chiesa – che s’innestano nella torre, ancora visibile e ben conservata, su cui poggia il campanile. Continuano fino alla Prima Porta (demolita nel 1961 perché pericolante) presso il Palazzo Baronale e la torre (Mozzata dopo il terremoto del 1915 perché creduta pericolante). Di lì proseguivano verso est alla 3° torre di cui rimangono due metri di altezza, riscendevano a nord alla quarta torre (scomparsa per ritornare alla Porta Jo e alla torre del Campanile. Queste mura risalgono all’Alto Medio Evo”.

Probabilmente l’attuale Chiesa parrocchiale di S. Maria Nuova è stata costruita sui ruderi della Chiesa di S. Giovanni. Infatti nel 1971, come testimoniano le Cronache Parrocchiali scritte dal parroco don Rino Rossi, “durante i lavori di restauro del pavimento è stato ritrovato il perimetro di una primitiva chiesa di mt. 16×6.50 ad una navata, con al centro una finestra rotonda sulla facciata (ancora intatta e visibile nel muro del vicolo che porta al Campanile). In quel posto esisteva una piazzetta. Solo nel 1829 Alessandro Mancini costruì la casa appoggiandola al Campanile (ducati 1.30 perizia d’appoggio)”. Il perimetro è indicando in piantina con il tratteggio.

Sempre durante gli stessi lavori sono venuti alla luce diversi cimiteri all’interno della chiesa così descritti nelle Cronache Parrocchiali: “Ne ho trovati otto:
1. Cimitero Vecchio del SS. Rosario
2. Cimitero del SS. Rosario;
3. Cimitero dei Sacerdoti;
4. Cimitero dei Fanciulli (Putti, Figlioli, Parvulorum);
5. Cimitero di S. Antonio Abate (che s’inoltra nella navata centrale, sulla sua volta poggia il pilastro sinistro della cantoria);
6. Cimitero della Madonna Addolorata:
7. Cimitero della Presentazione;
8. Cimitero dei Botticelli o di S. Matteo (da un quadro del Santo esistente sull’altare – ora S. Rocco).

Altre tombe di privati esistevano qua e là scavate nel pavimento per persone distinte. Tra queste: Bartolomea Piccolomini Marchesa di Collelongo sepolta il 5.2.1649 dietro le tombe dei Sacerdoti e dei Putti e «fu rotto il pavimento». Tutti questi cimiteri sono ricordati nel primo libro dei morti della Parrocchia già dal 1640 eccetto il n. 6 (dell’Addolorata) posteriore al 1700 come risulta dal citato registro. Altre tombe sono state riempite al tempo del terremoto del 1915.

Attualmente sotto la navata di destra esiste uno scantinato e le mura interne ricoprono le mura di difesa – sulle quali, nella seconda metà del sec. XVI, furono sistemati i pilastri della navata destra della chiesa – che s’innestano nella torre, ancora visibile e ben conservata, su cui poggia il campanile. Continuano fino alla Prima Porta (demolita nel 1961 perché pericolante) presso il Palazzo Baronale e la torre (Mozzata dopo il terremoto del 1915 perché creduta pericolante). Di lì proseguivano verso est alla 3° torre di cui rimangono due metri di altezza, riscendevano a nord alla quarta torre (scomparsa per ritornare alla Porta Jo e alla torre del Campanile. Queste mura risalgono all’Alto Medio Evo”.

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