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Comune di Avezzano

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A Cese, oltre alle tre chiese attuali, ne esisteva un’altra situata all’inizio del paese, venendo da Cappelle e precisamente al civico numero 12. Essa era intitolata Santa Lucia, da cui il nome della strada di quel tempo. Notizie tramandate dagli anziani la descrivono di modeste dimensioni e con una volta ad arco a tutto sesto. Qualcuno, tempo fa, sosteneva che fosse a due navate ma tale particolare non è suffragato da elementi probatori. Fino ad una trentina di anni fa esistevano, ancora i suoi ruderi, effetto del terremoto che è comunque ha cancellato forma e storia, e strano il fatto che non ci siano stati tentativi di ricostruzione, come avvenuto per edifici di analoga sorte. Due chiese, invece, sono tutt’oggi intitolate alla Madonna: quella parrocchiale e quella della Madonna delle Grazie, o “della Rafia”. La prima sorge pressappoco dove era stata edificata quella distrutta dal terremoto e che esisteva gia nell’anno 1000, poiché, da notizia certa, già in quegli anni il paese era sede vescovile. La sua porta principale, in legno di sambuco, era ricchissima d’intagli, ornamenti e figure che rappresentavano, fra l’altro, la Madonna e gli stemmi dei Maccafani (1) e dei Colonna. Il portale era in pietra lavorata con scannellature e fregi. Al lato di questo ingresso, detto “degli uomini” ce ne era un altro ché immetteva al colonnato.

Dei tesori custoditi in quella chiesa è andato strutto, purtroppo, un grandissimo quadro rappresentante la battaglia di Lepanto; restano il frammento Madonna del Di Litio, una Croce astile del ‘600, ed una Croce del ‘500. In occasione del 500 dell’inaugurazione della chi attuale, cioé 80 anni dopo la rovina della precedente é stato possibile ammirare un signífícativo frammento la porta antica. Esso, custodito da tempo in parrocchia non rivedeva la luce da anni. La parete laterale della vecchia chiesa, quella verso nord, comprendeva un bellissimo porticato illumina da dodici finestre. A pianterreno c’erano vari ingresso per altrettanti locali adibiti a scuderie, a magazzini e botteghe; sul lato opposto era situato l’ingresso delle donne. Purtroppo, come detto, questo bellissimo tempio letteralmente raso al suolo dal terremoto del 13 gennai o 1915, che cancellò in pochi attimi un patrimonio artistico invidiabile perché ricco di cultura secolare. Gli ultimi testimoni di quel tempo, una decina danni fa, ancora riuscivano a rievocare il ricordo della sua storia. A memoria futura, si conservano l’antico tabernacolo in pietra scolpita e con scritte greche, murato sulla parete destra, dell’odierna chiesa, ed alcune pietre dei portale, poste in rilievo nell’edificio c ollegato alla “Chiesa Vecchia” . Tra l’altro, le pareti ed il portone di quest’ultimo sono stati ristrutturati di recente per interessamento del comitato feste 2001, con la collaborazione di alcuni artígíaní e volontari.

Note
(1) Vescovi originari di Pereto: Salvato Maccafoni (1418) – Angelo Maccafani (1446) – Gabriele Maccafani (1481) – Giacomo Maccafaní (1511) – Dionigi Maccafani (1530).
Orme di un borgo (gente, fatti e storia cesense)

Osvaldo Cipollone

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Santa Lucia

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