Santa Croce, Di Paolo: “Regione agisca”



Canistro – “La Regione agisca, non c’è più un tempo supplementare! Le responsabilità amministrative, contabili e penali dovranno emergere, e personalmente sono deciso ad andare fino in fondo, per coerenza etica e rispetto della legalità”. Lo afferma l’ex sindaco di Canistro Angelo Di Paolo in riferimento alla vicenda Santa Croce.

“La regione – ai cui vertici sia politici sia amministrativi mi sono già appellato – continua a far finta di niente. Difatti, neanche dopo la sentenza del 26.04.2022 del Consiglio di Stato, sez. V, che ha rigettato l’appello della Santa Croce si è proceduto ad assumere i conseguenti provvedimenti amministrativi. In primis, il R.U.P. De Vincentiis e il dirigente del Servizio regionale Corroppolo competente avrebbero dovuto immediatamente annullare il P.A.U.R., che risulta, invece, ancora soltanto sospeso. Il dirigente del Servizio avrebbe, quindi, dovuto adottare il provvedimento di decadenza della

Santa Croce dalla concessione Fiuggino, come imposto dalla legge regionale sulle acque minerali, che prevede tra le cause di decadenza l’aver commesso violazioni gravi e definitivamente accertate rispetto agli obblighi fiscali. Sul punto, sia il Tar dell’Aquila sia il Consiglio di Stato hanno espressamente stabilito, una volta per tutte, che la ‘documentazione dell’Agenzia delle Entrate prodotta in giudizio per iniziativa del Comune di Canistro certifica in maniera inequivocabile l’irregolarità fiscale della società’.

Chiunque venga a Canistro potrà verificare che dallo stabilimento della Santa Croce si continua ad imbottigliare, ed a ritmi molto serrati! Dunque, cos’altro aspetta la regione per adeguarsi alla legge? Che sia la Magistratura ad intervenire? Bene, allora sia ben chiaro, nessuno ha voglia di scherzare o perdere altro tempo. Se necessario ci rivolgeremo alla Procura competente per presentare un dossier, già pronto, sui fatti gravissimi che stanno accadendo. Interpelleremo anche la Commissione regionale di Vigilanza per far emergere le responsabilità politiche di tale stato di illegalità.

Ma non solo. La regione fa finta di non sapere che le norme del Bando per la concessione della Sponga consentono di aggiudicare la concessione alla San Benedetto. Ciò in quanto la Santa Croce doveva essere esclusa dalla gara in ragione del mancato possesso dei requisiti di regolarità fiscale. In questo caso, infatti, le regole della procedura di gara prescrivono che “A fronte di una sola proposta pervenuta il Responsabile del procedimento (in seguito: R.P.) aprirà la busta ‘A’ e, verificata l’ammissibilità della Manifestazione d’Interesse, procederà alla verifica del contenuto della busta ‘B’”, quest’ultima relativa all’offerta progettuale-gestionale. Essendo in regola con i requisiti di carattere amministrativo, la San Benedetto ha titolo all’aggiudicazione senza rilevanza dei punteggi, riservati alla fase comparativa nel caso di più concorrenti validamente ammessi.

A questo punto, la regione, una volta decaduta la Santa Croce dalla concessione Fiuggino, potrà indire un nuovo Bando solo per questa Fonte, ammesso che la stessa abbia una portata sufficiente per lo sfruttamento, presupposto, peraltro, tutto da dimostrare. Non ci sono più scuse per la regione! La comunità di Canistro e gli ex lavoratori, licenziati dalla Santa Croce, hanno aspettato fin troppo a causa delle pastoie burocratiche e giudiziali. Il quadro ora è netto e definito: vi è un unico operatore ammesso, e questo è la prestigiosa Acque Minerali San Benedetto spa. La politica, finora colposamente indifferente, prenda in mano le redini della situazione e svolga il suo compito. Sono convinto che anche il Sindaco di Canistro farà i suoi passi, perché si esca finalmente da questo clima di intollerabile fuga dalle proprie responsabilità”.




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