Santa Croce chiede concordato preventivo, quali conseguenze per le concessioni minerarie? L’intervista all’avvocato Braghini



Canistro – Caso Santa Croce. Abbiamo incontrato l’avvocato Salvatore Braghini per esaminare i contorni della notizia relativa alla richiesta della Santa Croce srl di essere ammessa al concordato preventivo, soprattutto riguardo alle conseguenze per le concessioni minerarie di Canistro, di cui il legale si è occupato per conto del Comune sin dal 2015.

Avvocato, cosa  implica la richiesta societaria di essere ammessi al “concordato preventivo”?

Il concordato preventivo è uno strumento giudiziale di risoluzione della crisi di un’impresa, che si attua mediante la realizzazione di accordi con i creditori destinati ad essere perfezionati sotto la protezione del tribunale.

Perché la Santa Croce, secondo lei, ha fatto ricorso a questa procedura quando ancora pende il suo ricorso proposto in appello contro la sentenza del Tar dell’Aquila che ha annullato l’aggiudicazione in favore della società?

Posso dire che la richiesta di ammissione al concordato preventivo è stata presentata il 21 marzo scorso, e pur non conoscendo gli atti del procedimento è noto che il presupposto oggettivo di tutte le procedure concorsuali è costituito dallo stato di insolvenza.

Cosa si intende esattamente per “Insolvenza”?

Lo stato di insolvenza si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, talché il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, in particolare, si tratta di una condizione di sofferenza patrimoniale, non transitorio, che impedisce di onorare le proprie obbligazioni, a prescindere dalle cause che lo hanno provocato.

Quindi, la causa dello stato di insolvenza sono dei debiti cui la società non riesce a far fronte?

Esattamente!

Cosa ha chiesto nel dettaglio la Santa Croce alla sezione fallimentare del Tribunale di Roma?

Ha chiesto un accordo di ristrutturazione dei debiti e, in subordine, una proposta di concordato preventivo in continuità aziendale nonché la proposta di trattamento dei crediti tributari e contributivi.

Dunque, debiti verso il Fisco?

La società ha debiti per svariati milioni nei riguardi del Fisco e di circa un milione e 800mila verso lo stesso Comune di Canistro, a proposito ricordo un comunicato stampa di Equitalia Centro, che già nell’agosto 2012 replicava all’allora Sorgente Santa Croce spa di aver contratto debiti particolarmente rilevanti, per i quali la società aveva chiesto e ottenuto, nel periodo da agosto 2008 a dicembre 2010, quattro successivi provvedimenti di rateizzazione che però erano stati tutti sistematicamente disattesi.

Il Tar dell’Aquila cosa ha sentenziato nel giugno 2021 a proposito della questione tributaria quando ha annullato l’aggiudicazione alla Santa Croce?

Uno dei motivi che ha portato il Tar abruzzese ad accogliere il ricorso della San Benedetto spa e ad annullare l’aggiudicazione alla Santa Croce è stato proprio il mancato possesso dei requisiti di regolarità fiscale della società.

In questo caso c’è stato lo “zampino” del Comune di Canistro!

In buona sostanza il Tar ha disposto l’intervento del Comune di Canistro, che non era parte in causa, affinché producesse la documentazione in suo possesso già segnalata al servizio regionale competente, alla commissione di gara e ai vertici politici, per la prima volta, nel 2019, in quanto la Regione non aveva depositato quei documenti nel corso del giudizio.

Ma ora c’è ancora da decidere sull’appello proposto dalla Santa Croce?

Si, il Tar ha ravvisato che la documentazione acquisita dimostrasse con “meridiana evidenza” l’irregolarità fiscale della Santa Croce, che quindi avrebbe dovuto esser esclusa dalla gara, ma il Consiglio di Stato potrebbe pensarla diversamente.

Quindi, è ancora tutto possibile?

A mio modesto parere la decisione del Consiglio di Stato, a questo punto, non è più rilevante, in quanto lo stato di insolvenza per debiti tributari è ammesso dalla stessa società con la richiesta presentata alla sezione fallimentare del Tribunale, seppure in altro giudizio.

E per quanto riguarda, la concessione della Fonte Fiuggino?

A riguardo, ricordo che la legge abruzzese sulle acque minerali, all’art. 50 comma 1 m-ter), prescrive la decadenza anche dalla concessione già attribuita “in caso di violazioni gravi e definitivamente accertate rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, previsti dalla normativa nazionale o regionale”.

Un’ultima domanda: la questione del fallimento di un’altra società del gruppo Colella, di cui si parla da qualche settimana, potrebbe avere un collegamento con la situazione di insolvenza della Santa Croce?

La contestazione del reato di bancarotta fraudolenta riguarda una società diversa, la Como srl, quindi di per sé la Santa Croce non è attinta da quel fallimento, ma è pur vero che tra i beni coinvolti dal sequestro cautelare di 71 milioni disposto dal Tribunale di Roma  vi sono anche beni della Colella holding srl, che detiene il 100% della proprietà della Santa Croce, dunque, tale situazione, unitamente, agli ingenti debiti accumulati da quest’ultima non potranno non incidere negativamente sulla complessiva agibilità patrimoniale ed economica del gruppo, e ricordo, che, in particolare, nel settore delle acque minerali i piani industriali da implementare esigono stabilità economica per assicurare gli investimenti preventivati.



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