Questa chiesa, benedetta l’ otto novembre del 1925 dal vescovo Pio Marcello Bagnoli, è stata completata nelle finiture qualche anno dopo. Costruita in via del tutto provvisoria, come dimostrano le dimensioni, le caratteristiche ed il modesto valore architettonico, è stata ultimata come chiesa parrocchiale fino al 1946. In precedenza, nel periodo immediatamente susseguente il terremoto, era stata adibita al culto una barocca di legno situata nella stessa zona.

Dopo essere stata sconsacrata (e denominata impropriamente “Chiesa Vecchia “), è stata usata in momenti diversi per recite, come sala parrocchiale, oltre che come circolo ricreativo culturale e magazzino di una cooperativa locale; in seguito e’ stata ristrutturata alla meglio ed utilizzata per manifestazioni pubbliche e ricorrenze private. Essa era intitolata a San Vincenzo Ferreri, che, con Santa Maria, è patrono del paese.

E costituita da un’unica navata, con volta (inizialmente) in legno; al suo interno sono stati rinvenuti degli affreschi dipinti dal parroco di allora, don Vittorio Braccioni, in parte mantenuti. Anche il tabernacolo menzionato in precedenza è stato rinvenuto, murato in sagrestia, una quindicina d’anní fa.
La facciata anteriore presenta ancora una lavorazione in malta e la scritta: “Víncentio Ferrerio, caeterísque caesarum, SS. patronís”,- (a Vincenzo Ferreri ed aqli altri Santi patroni dei cesensi).

Orme di un borgo (gente, fatti e storia cesense)

San Vincenzo Ferreri

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