t1

Comune di Avezzano

t2

La festa liturgica di S. Biagio martire ricorre il tre di febbraio. Gli abitanti di Antrosano sono molto devoti a questo santo miracoloso protettore dal mal di gola e dalla difterite. Nei tempi passati i fedeli di questo santo giravano per i paesi e per le case in cerca di ammalati di gola. I vari devoti del santo prendevano il polso della mano destra dell’infermo e con l’indice ed il pollice della propria mano, strisciando su e giù, gli dicevano: Gnutt! Gnutt!. E mentre il paziente faceva per inghiottire, il devoto del santo con il solo pollice gli segnava sul polso una quantità di croci.

Tutta la cerimonia si concludeva con la frase: Je te segne e Die te sane. Io ti segno diverse croci e Dio ti farà il miracolo della guarigione. Erano riti che si tramandavano di padre in figlio, erano credenze molto diffuse tra i fedeli del mondo contadino e pastorale, consuetudini liberatorie. Ancora oggi, il tre di febbraio i fedeli assistono alla Santa Messa in onore di S. Biagio Martire; il celebrante del rito, successivamente, benedice l’olio e, con la relativa giaculatoria, unge la gola dei presenti avendo in mano una candela accesa, benedetta nel giorno precedente ovvero nella Candelora.

Non sempre i riti sono uguali. In altri paesi e consuetudine far benedire il pane che poi si consuma in casa, dopo aver recitato una preghiera per allontanare il mal di gola. Oltre il pane nei paesi della Marsica si fanno benedire taralli e ciambelle preparate in casa con tanta attenzione da parte delle massaie. E le tradizioni si ripetono, i riti sono quasi come quelli di ieri, le credenze sono dure a morire. E’ essenziale, comunque, non dimenticare le proprie radici.

Testi tratti dal libro Antrosano memoria e storia
(Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi)

avezzano t2

t4

San Biagio

t3

avezzano t4

t5