San Berardo predice la sua Morte

Testi di Emilio Martorelli maggiori info autore
Nel riordinarnento dei clero aveva stabilito, tra le altre cose che la festa di Santa Sabina venisse festeggiata con il concorso di tutti i Sacerdoti. Nell’ultimo anno di stia vita erano intervenuti alla festa quasi tutti i Sacerdoti della Diocesi ed una folla Immensa di popolo. Quell’anno la festa si trasformò in una costernazione generale perché all’omelia della Messa solenne il Santo Vescovo predisse chiaramente la sua morte, anzi aggiunse che quella era l’ultima volta che celebrava su quell’altare. In mezzo all’uditorio ci fu una commozione generale, né più alcuno tenne dietro al resto del discorse del Santo.

Subito dopo la festa volle iniziare la visita pastorale nella Diocesi In questa ultima visita faceva caldo appello alla carità verso il prossimo fondata sull’amore di Dio. Il giorno otto settembre- festa della natività di Maria SS. giunse a Celano., quivi il tredici settembre, si ammalò colpito da violenti dolori ai reni e dal mal di fegato. Giacque per alcuni ‘ giorni a letto, costretto dai forti dolori più che dalle premure dei buoni Sacerdoti di Celano; anzi quando si accorse che i Celanesi non volevano che andasse via per tenerlo morto a Celano egli proibì sotto pena di scomunica che fosse sepolto a Celano in caso di morte. Quindi chiamò a sè Stefano.

Preposto del collegio di Santa Sabina e ricordandogli il giuramento fatto a se ed alla Chiesa, gli disse: “Va, o figliolo, va subito e adoperati con ogni mezzo, e fa che io su di un letto sia ricondotto alla mia sede. affinchè sotto la protezione di Santa Sabina io muoia sotto la sua ombra sia sepolto ed ivi riposino le mie ossa; ritorni lo sposo a morir presso la sposa, il figlio presso la madre, ed il servo presso il padrone. Non sta bene che il Vescovo morto riposi lontano dalla Chiesa madre sotto il titolo della quale è stato consacrato ed alla quale fu assegnato Pastore”.

Come aveva ordinato. fu ricondotto alla sua prediletta chiesa; lì, sostenuto dalla grazia di Dio e dalla protezione della sua rara Santa, sopportò, con esemplare fortezza e per amore di Gesù Cristo, la sua malattia ed i suoi dolori. Prima di morire volle per l’ultima volta riunire attorno a sè tutti i Sacerdoti, gli anziani ed i giovani da lui ordinati e con le lacrime agli occhi parlò loro; li chiamò fratelli e conforto del suo apostolato, li elogiò perché docili ai suoi richiami; li spronò ed incoraggiò a seguirlo nella via della virtù ed a continuare ad estirpare in mezzo al popolo ogni disonestà ed ogni discordia.

La concordia e la carità raccomandò loro in- modo particolare, “Come cantate le lodi di Dio sotto una stessa Chiesa, così abitate sotto uno stesso tetto, mangiate in una stessa mensa, siate sempre uniti nel volere, nell’operare e nel patire. Se dovesse nascere in mezzo a voi qualche discordia sia tolta nella giornata stessa, affinché il sole non tramonti sull’ira vostra. Voi dunque, fratelli, se vi manterrete costanti nella carità sincera, senza alcun dubbio conseguirete la vita eterna che è frutto della carità”.

Con la mente tutta presa da sante preoccupazioni per il suo clero e per il popolo, San Berardo si preparava ad entrare nella gloria eterna. Cinque giorni prima della qua morte al clero riunito attorno a lui disse: ”L’anno venturo direte nel giorno tre novembre ricorre l’anniversario della morte di Berardo, Vescovo dei Marsi”. Il lunedì successivo, come egli aveva predetto, nella mattinata del tre novembre dell’anno 1136, San Berardo rese la sua grande anima a Dio. all’età di anni cinquantuno.

I suoi funerali non furono grandi per sfarzo di ricchezze, mi per le manifestazioni di affetto e di gratitudine Molti erano dolenti per la scomparsa del grande e forte Vescovo e spesso al dispiacere si univa il ringraziamento a Dio che aveva dato alla Diocesi un Santo Vescovo, il quale dalla gloria dei cieli poteva continuare a pregare per la sua diletta Marsica. La sua salma fu posta alla destra dell’altare di Santa sabina e molti affermano che suo corpo, non solo émanò 1 un odore soavissimo. ma operò prodigi e guarigioni a quanti andavano a ,visitarlo. Il Breviario romano, a brevi . linee confermando quanto abbiamo asserito, così dice: “Il corpo fu sepolto nella chiesa cattedrale di Santa Sabina, presso la cui tomba, fragrante di soave odore, Dio mostrò molti prodigi”