San Berardo nella cisterna

Testi di Emilio Martorelli maggiori info autore
Cappella di San berardo nella cattedrale di Santa Maria delle Grazie di PescinaI ricchi ed i potenti, che non vogliono seguire la legge di Dio, sono sempre stati le spine della Chiesa e della società umana. Viveva in quel tempo in Roma un Conte, Pietro COlonna, console della stessa città; questi, accecato dlle ricchezze e dalla sua potenza, cercava il favore dell’Imperatore Enrico IV. Per ottenere ciò divenne il fautore più accanito degli Antipapa e di conseguenza il nemico più aspro li Pasquale Il Rubava i beni della Chiesa, imprigionava e faceva morir di fame e di patimenti i Delegati Pontifici; occupò le terre di Cave e la città di Palestrina e, come narra il Petrini nelle memorie Prenestine, furente di odio contro Berardo che sì bene governava la Campania. verso l’anno 1108, mandò una spedizione di soldati contro di lui ed avutolo prigioniero lo spogliò, lo fece battere e nudo lo gettò in una cisterna Priva di acqua a Palestrina.

Il Ciacconio nella stessa storia di Palestrina dice: “Credo che la cistema sia quella che s’incontra oggi nel primo ingresso della rocca”. Il nostro Sante, pur pregando Dio Creatore del cielo e della terra perché lo liberasse dal profondo di quella cisterna. tuttavia soffriva con fortezza e volentieri, perché
sapeva di soffrire- per la giustizia e per l’amore e l’attaccamento al Papa. La notizia della stia sciagura si sparse subito tra gli amici, i parenti e gli ammiratori e già stavano facendo i preparativi per andare a liberarlo, quando un suo parente di nome Giovanni, signore di Petrella, nella sua. audacia di valoroso, pensò di togliersi gli abiti militari e si vesti da accattone. In simil foggia si avviò alla volta di Palestrina. Ivi cominciò ad elemosinare di rasa in casa finché giunse al luogo ove era rinchiuso San Berardo Tutto osservò minutamente, poi si allontanò per pensare come potesse liberarlo.

La notte seguente, aiutato certamente da una forza invisibile tolse il tavolato ne copriva la cisterna senza che si svegliassero le guardie che vi dormivano sopra e, calata una corda nella cisterna tirò su Berardo che si allontanò con il liberatore e si recò a Roma nel palazzo pontificio. Quivi fu accolto con gioia, non solo dal Papa, ma da tutti i Prelati ed a molti che compiangevano la sua triste sventura rispose: “Non piangete, ma rallegratevi perchè Cristo ha voluto arricchire di nuovi meriti la stia Chiesa per mezzo delle mie umiliazioni”. Il Papa non lo rimandò a governare la Campania, ma credette opportuno dare ad un tanto uomo il titolo di Cardinale e l’ordinò perciò subito Diacono e Cardinale di Sant’Angelo in Pescheria. Ivi, come dice il Signino, molte cose fece e disse degne di essere registrate nella storia.