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Ecco come eravamo e siamo noi cinque: Rinaldo, D’Artagnan e i Tre Moschettieri

 

D’Artagnan “Rasitt è un amico dal carattere docile e sereno. Nonostante ne abbia passate di tutte i colori nel corso della sua vita, è rimasto una persona solare ed allegra. Quando l’ho conosciuto non credevo avesse ottantasei anni, perché se li porta veramente bene, sia fisicamente, sia mentalmente. Persona di fine intelligenza e con grande esperienza, a volte se la prende un po’ con chi gli ha combinato qualcosa e non tanto gliela perdona.

Carattere sensibile ed altruista, fa una vita regolare ed ammirabile. Ancora oggi guida l’Ape, che possiede da circa 40 anni e la tiene come un gioiello. A volte sono rimasto a pranzo a casa sua ed ho potuto notare, nonostante sia vedovo da dieci anni, che mantiene la casa in ordine e ben pulita. L’unico problema è che, quando stai lì, ti vuol far mangiare in abbondanza e si arrabbia se non mangi tutto quello che ti offre.

Nella vita ha lavorato tanto nell’agricoltura e nel bosco, ma sempre con onore e serietà. Un suo detto che mi è rimasto impresso è: “Tu capisci, però non capisci”.

E’ il più anziano dei Moschettieri, ma non lo dimostra, tanto è vero che  una mattina dell’estate scorsa è riuscito a toccarsi i piedi con la punta delle dita con estrema facilità. Lui dice che questo è il frutto della ginnastica che ha fatto da ragazzo nel ventennio, ma io credo che, oltre a quello, ci sia anche una predisposizione fisica non indifferente.

La sua giornata tipo si svolge ormai da anni in questo modo: si alza, si lava, si prepara una tazza calda di latte o caffé e riordina la casa. Verso le nove consuma una buona colazione e poi esce con l’Ape, con la quale fa le sue faccende, tipo: andare dal dottore e fare la spesa. Verso le undici torna a casa sua sopra la Fonte Vecchia e mette a posto le medicine e la spesa. Dopo un po’ scendendo a piedi, ras ras al muro, e rent rent, va al bar di Eva dove con gli amici beve un bel bicchiere di vino.

All’una, dopo aver fumato una bella sigaretta, torna a casa e si prepara da mangiare. Nel pomeriggio, alle cinque, dopo aver perso un po’ di tempo, torna al bar per incontrare qualcuno con cui parlare. Verso le sette di sera torna a casa dove cena, di solito con il latte o poco cibo e dopo aver visto un po’ la televisione, si mette a letto. A volte non dorme e, il giorno dopo, si sente strano ed è abbastanza irato con la sorte ed il mondo.

Il suo pensiero fisso è sua moglie che non c’è più.

Sposato con la signora Cristina Venettacci, ha avuto due figli maschi ed una femmina”.

Anno 1943
Anno 1973
Anno 2008

Portos “Ninitt o Capocaccia è il più giovane dei Moschettieri ed in un certo senso è quello che controlla e dirige la situazione, anche se gli altri non lo ammetteranno mai.

Poco dopo aver finito le scuole andò, all’età di 18 anni, con il padre a lavorare presso una ditta edile a Valmontone. Appresi i primi rudimenti dell’edilizia, andò a lavorare alla Garbatella di Roma. Successivamente si sposò ed emigrò per un anno in Francia operando sempre nell’edilizia. Tornato in Italia continuò  il suo mestiere in vari cantieri fuori paese. Emigrò nuovamente e andò in Australia, dove rimase per tre anni. Nel 64 tornò definitivamente in Italia e fece il carpentiere fino al 76. Con una piccola interruzione del lavoro edile, fece il cameriere sulla nave da crociera “Oceanic”, battente bandiera panamense, sulla rotta New York-Mar dei Carabi. Diventato successivamente bidello, ha lavorato ad Avezzano fino al 1996.

Faro ed istituzione di piazza San Rocco, è il punto di riferimento dei cacciatori, delle signore e dei vari personaggi di fuori S. Rocco. Ottimo cacciatore, è stato presidente Federcaccia per quasi trent’anni e ha favorito la costruzione del tiro a piattello. Anche lui come gli altri consuma una sostanziosa colazione e conduce una vita regolare. La mattina la passa in piazza San Rocco e nel pomeriggio  si reca al circolo dei pensionati, situato nell’ex asilo Mafalda Di Scenna, dove coltiva un’altra serie di amicizie. Amante della compagnia è sempre pronto a ricordare, e tramandare le proprie e le altrui esperienze.

Orfano di madre è stato allevato dalla nonna materna Cianciusi Maddalena. Sposato con la signora Francesca Cesta, ha avuto tre figli, due maschi ed una femmina”.

(Foto anni 1943-1973-2008)

 
 
 

Athos “Rap’lone è il più assenteista del gruppo, perché ha da fare, sia con l’orto, sia con la gestione della casa.

In realtà ha le due figlie che provvedono a tutte le sue esigenze e lui, fino a quando non arrivano, non scende al bar con gli amici. E’ una persona gentile, simpatica e scherzosa, di media statura e snella.

Anche lui ha ottanta anni e se li porta molto bene, sia fisicamente, sia mentalmente.

Nella vita ha lavorato nell’agricoltura e nel bosco con impegno e sacrificio.

Grande vignarolo e buon cacciatore, quando è di buonumore è sempre pronto a citare barzellette, storie e detti tramandati dalla narrazione popolare, riuscendo a tenere allegra ed interessata la compagnia del momento.

Fa una vita molto regolare: si sveglia presto la mattina, poi consuma un’abbondante colazione, esce e sbriga le faccende quotidiane. Quando è il giorno di pagamento della pensione è sempre fra i primi ad arrivare alla Posta.

Sposato con la signora Anna Cerone, ha avuto due figlie ed un figlio”.

(Foto anni 1950-1973-2008)

  
 
   

Aramis “Sacerdote, ha circa ottanta anni e possiede una eccellente memoria. E’ quello che meglio riesce a far capire ed immaginare più adeguatamente le situazioni passate, rendendole piene di emozioni, di chiarimenti e di riflessioni. Pragmatico, lucido ed intelligente, riesce sempre a trovare il modo giusto di dire una cosa, evitando il superfluo e cogliendo nel segno. Con il suo modo di mimare, gesticolare e parlare, riesce a far immedesimare le persone che lo ascoltano in modo chiaro e lineare.

Si è adattato a molti mestieri, tutti eseguiti con una certa classe ed intelligenza. E’ stato ferraiolo, bandista, agricoltore, ed operatore ecologico. Amante della buona compagnia è sempre pronto ad offrire qualcosa agli amici. Grande suonatore di sax e clarinetto. Fino a poco tempo fa, nelle occasioni delle feste di qualsiasi tipo, non si tirava mai indietro. La sua grande passione è stata la musica. Armando ha anche suonato con bande famose, tra le quali ricordiamo quella guidata dal grande maestro Orsomando. Anche lui conduce una vita regolare, mangia abbondantemente la mattina e non disdegna un buon bicchiere di vino. Sposato con la signora Lucia Cesta, ha avuto due figli maschi”.

  
 

Foto anni 1945-73-2008

Rinaldo “I Pillar ha fatto diversi lavori nella sua vita ed attualmente ama fare il narratore. Appassionato di storia moderna ed attento osservatore del suo territorio, ha sposato Maria Rita Orazi ed ha, al momento, un figlio di nome Domenico”.

Qui più o meno finisce il mondo in bianco e nero e si conclude la narrazione della nostra prima storia. Comincia il mondo delle foto a colori e forse anche questo è ormai un po’ vecchiotto.

Io non sono più un bambino e molti personaggi elencati nella mia ricerca, fanno parte dei ricordi delle persone. Sono loro grato per avermi fatto fare un meraviglioso viaggio in un tempo ormai finito, presente solo nei racconti e nei ricordi dei più anziani.

Un giorno anche noi non ci saremo più, ma spero di aver lasciato, insieme ai miei amici Moschettieri, qualche traccia, diciamo anche simpatica, di noi e del nostro recente passato.

Grazie a tutti coloro che avranno il piacere di leggere la storia da noi narrata ed un grazie a tutti coloro i quali hanno dato una piccola o grossa mano affinché io riuscissi a farlo.

Non potrò infine mai scordare il tempo passato ad immaginare e sentire tutti coloro che si sono prodigati a tramandare piccole e grandi cose.

Il tempo trascorso nel completare questo primo libro della mia ricerca centenaria su Collelongo, rimarrà per sempre un pezzo della mia esistenza speso bene e lo ricorderò felicemente per tutta la vita. Grazie a tutti dal Narratore Bianchi Rinaldo i Pillar.

(Foto del 1973 e del 2008)

 
 

Rinaldo Bianchi “I Pillar”

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RINALDO, D'ARTAGNAN ED I TRE MOSCHETTIERI

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