Reliquie di San Berardo

Testi di Emilio Martorelli maggiori info autore
Per lungo tempo il corpo di San Berardo riposò nella cattedrale di Santa Sabina in Marsia. Quando furono distrutte le abitazioni e distrutta la stessa Chiesa a causa di moti tellurici e delle invasioni, i canonici si ritirarono nel vicino castello di Pescina e si recavano nella cattedrale di Santa Sabina solo nelle maggiori solennità dell’anno, nel restante tempo officiavano nella Chiesa di Santa Maria alla porta in Pescina ove con molta probabilità nel primo maggio dell’anno 1361, fu trasferito il corpo di San Berardo; era allora Vescovo Tommaso Pucci di Pescina.

A ricordo di questa traslazione tutti gli anni a Pescina, nel giorno primo maggio, si celebra una festa in onore di San Berardo con pompa maggiore di quella del tre novembre. giorno della stia morte. Nel 1632 Mons. Colonna, Vescovo dei Marsi. racchiuse le reliquie del Santo in un’urna di legno lavorata a Roma. Detta urna si conserva attualmente nella cattedrale di Pescina. Nel 1961 in occasione del centenario, per iniziativa del Vescovo dei Marsi Mons. Domenico Valeri, fu costruita una nuova urna in cristallo e metallo cesellato e dorato a cura del Parroco Don Antonio Ruscitti in collaborazione del Comitato Cittadino. In questa nuova urna a spese dei cittadini di Colle di Monte Bove è stato ricomposto il corpo di San Berardo.

Tutti i Vescovi fecero a gara nell’onorare San Berardo. Degno di maggiore memoria è Mons. De Vecchis, che nel 1719, a spese proprie fece demolire la vecchia Chiesa di Santa Maria del POPOLO e nel medesimo posto fece costruire un’altra Chiesa dedicata a S. Berardo. Il successore Mons. Barone, utilizzando la torre più forte dell’antico castello, vi aggiunse il campanile: ; f e fece inoltre costruire l’altare maggiore, ove collocò le reliquie del Santo ed in un busto di argento mise, parte del cranio; questo busto fu ,arricchito da Mons, Bolognese di una collana di pietre incastonate in oro, dalla quale pende la croce pettorale; attualmente il busto è conservato nella cattedrale di Pescina.

La citata Chiesa, che era stata consacrata da Mons. Bizi nel 12 maggio 1743, fu demolita per ordine del genio civile di Avezzano e di intesa con la sovrintendenza alle belle arti nel 1954. Il braccio è conservato in parte in un reliquiario d’argento che si conserva pure nell’attuale cattedrale di Pescina.
Un’antica tradizione narra che una volta si tentò di portare le reliquie del Santo dalla Chiesa di Santa Maria del popolo nella Cattedrale, ma la cassa divenne tanto pesante che non la potettero muovere.

Secondo questa tradizione le reliquie di San Berardo sarebbero state rimosse solo dopo che Mons. De Vecchis costruì in onore di San Berardo la Chiesa a lui dedicata. Niente di inverosimile che il Santo a quei tempi abbia mostrato anche col prodigio, il desiderio di rimanere al suo posto poiché la Popolazione allora era tutta raggruppata entro le mura della città medioevale ed egli voleva rimanere in mezzo ai sui figli. Ai tempi nostri, io penso che San Berardo non ha voluto rinnovare un simil prodigio poiché la popolazioe si è spostata più a valle.

Nella cattedrale di Pescina una volta si conservava pure una catena di Ferro che soleva, esporsi alla pubblica venerazione nell’ultimo giorno dell’anno, in memoria di San Silvestro Papa. Un vecchio di 81 anni di Venere il 22 aprile dell’anno 1682, a proposito di detta catena, dichiarava che questa In un Primo tempo si conservava nella Chiesa di San Silvestro in Venere ed era legata ad una trave e tutti i fedeli andavano a toccarla e baciarla e venivano liberati dal mal di capo per intercessione di San Berardo, perché con questa catena San Berardo sarebbe stato legato quando fu fatto prigioniero.

Non è facile stabilire quanto ci sia di storico in questa tradizione, però. data la vicinanza di Venere sia, a Pescina che a Marsia, e tenuto conto che nel 1287 reggeva la Diocesi dei Marsi il Vescovo De Giacomo nativo di Venere, la tradizione potrebbe avere una certa attendibilità.