Protezione dei lavoratori agricoli stranieri: attivo anche in Abruzzo il progetto Sipla



Abruzzo – Anche nella regione Abruzzo è ora attivo il Progetto Sipla (Sistema Integrato per la Protezione dei Lavoratori Agricoli). Si tratta di una rete, formata da oltre 50 soggetti del terzo settore distribuiti in 14 regioni, nata per proteggere e sostenere i lavoratori agricoli stranieri contro forme di caporalato, lavoro irregolare e sfruttamento lavorativo.

Il progetto prevede:

  • tutela socio-legale attraverso il rafforzamento o l’attivazione di presidi fissi e mobili per assicurare accoglienza, ascolto e accompagnamento;
  • creazione di Centri Sipla ovvero di attività per l’inserimento abitativo e le attività di inclusione sociale;
  • attività di sostegno volte all’inserimento lavorativo.

Il progetto – spiega Antonio Tiberio, presidente Arci Abruzzo – prevede la creazione di un sistema integrato in grado di agire a più livelli: da un lato azioni di advocacy e di promozione di accordi e protocolli di intesa con le aziende e la grande distribuzione finalizzati alla creazione di una Rete di Aziende Agricole di Qualità, e dall’altro la presa in carico di potenziali vittime e/o vittime di sfruttamento lavorativo con l’attivazione di interventi di tutela legale e sanitaria, orientamento, assistenza, formazione, inserimento lavorativo e inserimento abitativo”.

Inoltre – prosegue Tiberio – a Pianella abbiamo individuato l’azienda agricola Scorrano, aderente al Consorzio Produttori del Pomodoro Pera d’Abruzzo, al fine di avviare un percorso finalizzato all’ottenimento del Marchio FAIRTRADE che, attraverso un sistema di certificazione internazionale, garantisce che i prodotti con il suo simbolo, siano stati siano stati prodotti nel rispetto dei diritti dei produttori e lavoratori, in particolare stranieri. Mandiamo così un messaggio positivo: le aziende abruzzesi hanno un approccio etico”.

I lavoratori extracomunitari che affianchiamo in questo percorso sono giovani, richiedenti asilo o rifugiati, una parte è già fuori dalla clandestinità, quindi regolarizzata, l’altra no”, dice Tiberio, li stiamo riqualificando per prevenire il rischio di condizione di caporalato”. Sipla in Abruzzo ha accolto anche vittime provenienti dall’inferno di Borgo Mezzanone. Dispone, inoltre, di unità mobili che vigilano il territorio direttamente nei campi, fornendo dpi.